(di Francesca Romana Riello) Scuola, 101 mila studenti e più docenti di ruolo: sono 101.227 gli studenti che iniziano l’anno scolastico 2026/2027 nelle scuole veronesi. Aumentano i docenti di ruolo e i posti di sostegno, diminuiscono quelli ancora da assegnare attraverso le supplenze. Tutti gli istituti della provincia hanno inoltre un dirigente titolare, con quattro reggenze.

Scuola, 101 mila studenti e più docenti di ruolo
Demetrio Martino prefetto di Verona

I dati sono stati presentati dall’Ufficio scolastico territoriale di Verona durante la cerimonia di apertura dell’anno scolastico, alla presenza del prefetto Demetrio Martino, del vescovo Monsignor Domenico Pompili, del questore Rosaria Amato, del presidente della Provincia Flavio Pasini e del direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale del Veneto Marco Bussetti.

Scuola, 101 mila studenti e più docenti di ruolo
Il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale del Veneto Marco Bussetti

Gli alunni sono 6.373 nella scuola dell’infanzia, 35.043 nella primaria, 23.172 nella secondaria di primo grado e 36.639 nelle superiori.

Più sostegno, meno supplenze

Quest’anno sono stati immessi in ruolo 544 docenti: 473 attraverso le graduatorie concorsuali e 71 sul sostegno dalle GPS di prima fascia. Si aggiungono 515 insegnanti di sostegno a tempo determinato confermati sul posto occupato lo scorso anno, per garantire continuità agli studenti con disabilità.

I posti di sostegno assegnati sono arrivati a 3.730, 151 in più rispetto allo scorso anno: il dato più alto del Veneto. Il rapporto tra alunni e docenti di sostegno passa da 1,5 a 1,4. Sul personale Ata si registrano 255 assunzioni a tempo indeterminato e 329 nomine a termine, oltre a 15 incarichi a tempo determinato per i Dsga.

Con l’immissione in ruolo di 17 nuovi dirigenti, tutti gli istituti scolastici della provincia risultano coperti da titolari, al netto di quattro reggenze. Nell’arco di due anni i nuovi posti di ruolo sono stati più di 1.200, mentre quelli da assegnare attraverso supplenze sono diminuiti di 154.

«I dati dicono di una progressiva stabilizzazione del sistema», ha sottolineato il dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale Amelio Sebastian.

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Il Presidente della Provincia Flavio Pasini

Bussetti: «Basta scuse»

«Basta scuse». Marco Bussetti, direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, parte da qui per chiedere alla scuola veneta di spostare l’attenzione sui ragazzi.

Sul tema dell’inclusione propone di affiancare una seconda parola: «emersione». Accogliere uno studente, sostiene, non basta se poi non se ne fanno emergere capacità e talenti. E chiede di non ricorrere automaticamente al termine «fragilità»: «Siamo tutti fragili sotto tanti punti di vista, però abbiamo anche tante potenzialità e tante forze».

Poi gli studenti di origine straniera: «Sono studenti nostri, sono ragazzi nostri».

A margine della cerimonia Amelio torna invece sul rapporto tra l’Ufficio scolastico e la città. «Fin dalle prime mie battute mi sono impegnato per riconquistare una centralità nella città dell’Ufficio», spiega. Il Covid, aggiunge, aveva indebolito quel rapporto. La presenza delle istituzioni alla cerimonia è per il dirigente Amelio Sebastian il segnale di una «ricomposizione di una comunità intorno alla scuola».

Scuola, 101 mila studenti e più docenti di ruolo
La questore di Verona Rosaria Amato,

«La scuola è la soluzione»

Il prefetto Demetrio Martino parla di criminalità, degrado, uso di sostanze stupefacenti e del peso dei social nella vita dei ragazzi. «La scuola non possiamo in nessun caso e mai considerarla un problema. La scuola è la soluzione».

Agli studenti chiede di difendere una scuola «libera, gratuita, inclusiva». Agli adulti affida invece il compito di restituire ai giovani «una visione, un futuro, progettualità», ricordando che per raggiungere un obiettivo «bisogna lavorare ed anche soffrire» e che non tutto può essere ottenuto immediatamente.

Interpellato sui fenomeni di abbandono scolastico e delinquenza che coinvolgono anche i minorenni, Amelio parla di «grandi ferite» del mondo contemporaneo. «Io penso che la scuola di Verona abbia i numeri per affrontare con grande serenità questi temi».

Il vescovo Domenico Pompili guarda al disagio giovanile da un’altra angolazione: «Non è tanto una questione di ordine psicologico, quanto piuttosto di ordine culturale». Parla del nichilismo come «assenza di orizzonti, di scopi, di mete», della difficoltà di accettare il limite e di affrontare fallimenti e insuccessi.

«La cultura della legalità non può che passare attraverso l’istituzione scolastica», osserva il questore Rosaria Amato, che ricorda anche la parte meno visibile del sistema: personale amministrativo e uffici che lavorano dietro alle scuole.

Il presidente della Provincia Flavio Pasini porta infine il discorso sugli edifici. Quantifica in circa 30 milioni di euro gli investimenti effettuati, tra fondi Pnrr e ulteriori risorse, per gli istituti e le palestre. Ora, spiega, resta il problema delle temperature nelle aule, con primavere e autunni sempre più caldi. E guarda più avanti ai poli scolastici, pensati anche per rendere più semplice l’accesso alle scuole per chi arriva dalla provincia.

Scuola, 101 mila studenti e più docenti di ruolo
Il vescovo di Verona Monsignor Domenico Pompili,