La Guardia di Finanza avrebbe scoperto casa sua una coltivazione di marijuana

Pier Paolo Spinazzè, diventato famoso col nome d’arte di Cibo, per la sua attività di street artist e wall designer che andava a coprire le scritte di destra con dei murales di alimenti, da cui il nome con cui li firmava, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza perché a casa sua, a S.Giovanni Lupatoto, sarebbe stata scoperta una coltivazione di cannabis, grazie anche alla rilevazione fatta da un elicottero dei militari.

Spinazzè era diventato un personaggio, pompato dalla propaganda di sinistra, che aveva glorificato la sua attività di writer antifascista che gli aveva fruttato l’attenzione anche dei media nazionali. 

Cosa diranno adesso gli amici di Cibo dell’amministrazione Tommasi?

Tra i suoi principali sostenitori pubblici, ricorda polemicamente il segretario cittadino di FdI Luca Mascanzoni, «Jacopo Buffolo, che in numerose occasioni ne ha esaltato il ruolo sociale e culturale, lo ha pubblicamente definito “amico”, ne ha promosso l’attività in iniziative ospitate o sostenute dalle istituzioni cittadine e ne ha difeso con convinzione l’operato».

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Ma, sostiene Mascanzoni, la questione riguarda anche il Sindaco, «che è il primo responsabile politico dell’azione amministrativa e delle scelte compiute dalla propria giunta. Quando un soggetto viene valorizzato, patrocinato o assunto a simbolo di determinati messaggi pubblici, la responsabilità politica non può essere scaricata esclusivamente sul singolo assessore.

Per questo – continua ‘il fratello d’Italia’ -chiediamo al Sindaco e all’assessore Buffolo di riferire pubblicamente alla città quale sia stata negli anni la natura dei rapporti intrattenuti con Spinazzè; quali iniziative, collaborazioni o progetti abbiano coinvolto l’amministrazione comunale; se siano stati concessi spazi, occasioni di promozione o forme di sostegno istituzionale; quale giudizio intendano esprimere oggi alla luce delle notizie emerse; se ritengano di aver esercitato la necessaria prudenza e il necessario discernimento nell’associare l’immagine delle istituzioni comunali a quella di Spinazzè.

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Naturalmente vale per tutti il principio della presunzione di innocenza e sarà la magistratura ad accertare i fatti. Tuttavia la responsabilità politica segue regole diverse da quelle giudiziarie: chi rappresenta le istituzioni deve rendere conto delle proprie scelte, delle proprie frequentazioni pubbliche e dei messaggi che ha contribuito a legittimare».