E per i giovani che aggrediscono le Forze dell’Ordine
Tra le dichiarazioni seguite agli atti di teppismo verificatisi in alcune città, tra le quali Verona, c’è da registrare quella di Rosanna Conte, consigliere regionale della Lega che propone la «naja obbligatoria per i minori che aggrediscono le Forze dell’Ordine. E basta alle violenze di piazza. Problemi radicali richiedono scelte radicali: presentata una risoluzione in Consiglio regionale del Veneto».
Il suo ragionamento è lineare. «Serve una risposta educativa e punitiva drastica per questi ragazzi che si sentono impuniti. Per questo, oltre a pagare il conto dei danni perpetrati a negozianti e cittadini innocenti, propongo di prevedere il servizio di leva obbligatorio per i minori responsabili di guerriglia urbana. La naja insegna disciplina, rigore e rispetto per lo Stato»

Non è la prima, Rosanna Conte, a ipotizzare il ritorno al servizio militare obbligatorio per i giovani. Il suo capo, Salvini, ne aveva proposto la reintroduzione avviando un dibattito che si è subito esaurito alla luce di oggettive difficoltà di applicazione. I mutati scenari geopolitici e l’evoluzione tecnologica degli armamenti più che eserciti di massa richiedono personale specializzato. E pur rimanendo l’obbligo costituzionale della difesa della patria e del servizio militare “nei limiti e modi stabiliti dalla legge”, l’idea del ritorno generalizzato alla ‘naja’ è stato accantonato nel dibattito politico.
La naja per gli immigrati come strumento educativo e di integrazione
Tuttavia di tanto in tanto qualcosa di simile alla proposta di Rosanna Conte ritorna. Soprattutto quando si discute della famosa “integrazione”. Alcuni sostengono che per gli immigrati che arrivano da paesi lontani, non solo per geografia, ma anche per cultura, lingua, religione, usi e costumi, il servizio militare sarebbe un utile strumento per insegnare loro le nostre regole e per educarli.
Quindi un servizio militare obbligatorio non per tutti, ma solo per coloro che sono diventati cittadini italiani da poco e che mostrano di aver bisogno, diciamo così, di un corso di educazione intensivo, quale è appunto il servizio militare.
Forse i maranza, affidati per qualche anno alle cure di qualche sergente cazzuto, potrebbero uscirne rigenerati ed educati.
Resta però un problema. I soldati maneggiano le armi. Ci sarebbe da fidarsi?
