(Claudio Beccalossi) Via Lorenzo Casarini (zona di San Massimo) è dedicata al sottotenente di complemento del 5° Reggimento Alpini (Battaglione “Edolo”), caduto sul Monte Ortigara il 10 giugno 1917, durante la Grande Guerra, mentre incitava il suo reparto all’azione, decorato con Medaglia d’Argento al Valor Militare alla memoria.

Se Casarini si coprì di gloria morendo al fronte, un lato all’inizio della via (provenendo dall’incrocio tra le vie della Spianà e del Fortino) intitolata al suo esempio di sacrificio e coraggio, invece, è coperta da immondizie ed avanzi vari.

Miserie dell’inciviltà perpetrata e della fiacchezza (o negligenza) istituzionale?
Infatti, nonostante vari richiami pubblici a riguardo, nessun provvedimento è stato adottato per porre almeno un freno (se non stoppare del tutto) gli scarichi abusivi che persistono nell’indecenza inquinatrice. Magari adottando opportune tattiche di bonifica e di deterrenza.

Il margine sterrato della strada occulta emergenze ambientali, nei pressi d’un impianto di Acque Veronesi sfacciatamente deturpato, in tutte le pareti esterne, da scarabocchi e scritte. Nella scarpata accanto, poi, qualche irresponsabile s’è sbarazzato di materiali di scarto (una notevole quantità di ondulati di plastica, oltre a detriti edilizi, immondizie, frutta marcia ecc.).

Nello spiazzo in cemento poco oltre, invaso da erbacce ed arbusti, risultano ulteriori cumuli di calcinacci e resti di diversa natura. Il declivio che sale verso la via è cosparso di pianali in legno scassati, assieme ad altre tipologie di rifiuti seminascosti dalla vegetazione.

Proseguendo sempre sul ciglio di via Lorenzo Casarini, tra fondo non asfaltato e boscaglia in pendenza, sono vedibili mucchi di avanzi di potature e di sradicamenti, vecchi materassi lì abbandonati, sacchetti di spazzatura e pattume disperso (una scarpa compresa).

La domanda è d’obbligo: «Gli organi preposti si decideranno, finalmente, ad intervenire in merito, per sanare il presente ed inibire il ripetersi?»

