Ugl Autoferrotranvieri chiede con urgenza la segregazione totale del posto guida sui mezzi ATV

Non si arresta l’ondata di violenza, insulti e degrado a danno dei conducenti di autobus di Verona. Gli operatori sono ormai quotidianamente bersaglio di utenti aggressivi e malintenzionati che molestano i passeggeri, compiono atti vandalici a bordo e trasformano il servizio pubblico in veri e propri scenari di criminalità, come purtroppo testimoniano le cronache.

Ultima delle aggressioni in ordine di tempo martedì 28 ottobre

L’ultimo gravissimo episodio in ordine di tempo si è consumato lo scorso martedì 28 ottobre, intorno alle ore 18,30, a bordo di un mezzo della linea 22 che collega la Valpolicella a San Giovanni Lupatoto. Un soggetto in evidente stato di alterazione psico-fisica ha iniziato a disturbare i passeggeri con fare fortemente minaccioso. Il conducente, dopo aver posto il mezzo in totale sicurezza, ha tentato con professionalità di calmare l’individuo. Per tutta risposta, l’autista è stato investito da insulti violenti, minacce d’aggressione fisica e, infine, attinto da sputi. L’aggressore è riuscito poi a dileguarsi senza essere identificato sul posto.

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Salvatore Calabrò


«La sicurezza del personale viaggiante è una priorità assoluta che non può più essere ignorata. Chi sale a bordo per svolgere il proprio lavoro ha il sacrosanto diritto di non rischiare la propria incolumità fisica» dichiara Salvatore Calabrò, Segretario Provinciale di Ugl Autoferrotranvieri Verona.
«Da anni la nostra sigla sindacale chiede con insistenza la segregazione totale del posto guida su tutti i mezzi della flotta di ATV S.p.A».

«L’installazione di un pannello integrale a protezione della cabina di guida è l’unica vera barriera in grado di schermare efficacemente gli operatori da aggressioni fisiche e da intemperanze intollerabili come il lancio di oggetti o gli sputi. Ad oggi, purtroppo, questa nostra fondamentale richiesta non è stata accolta. Torneremo immediatamente a portare la questione al tavolo della dirigenza aziendale per pretendere tutele immediate e non più rinviabili per tutti i lavoratori» conclude Calabrò.