( Francesca Romana Riello) A.Na.Vi., l’associazione Nascere per Vivere, ha donato alla Neuroriabilitazione dell‘Aoui di Verona una serie di giochi per bambini: cubi da impilare, incastri e altri materiali pensati per età diverse. La donazione è stata resa nota dall’Azienda ospedaliera il 5 novembre. Il reparto, diretto da Nicola Smania, userà i giochi durante le visite e nei trattamenti.

Le visite a Borgo Roma e Borgo Trento

Gli ambulatori di Riabilitazione dell’età evolutiva sono due: a Borgo Roma, al piano terra della scala C, e a Borgo Trento, al piano interrato del padiglione 11. Nei bambini sotto i tre anni si valutano, tra le altre cose, asimmetrie della testa o del tronco e la postura degli arti, oltre alle difficoltà nello sviluppo motorio. Il servizio prende in carico anche bambini e ragazzi con paralisi cerebrale infantile e malattie neuromuscolari, oppure con le conseguenze di un trauma.

L’équipe lavora anche nei reparti dell’Ospedale della Donna e del Bambino, dalle terapie intensive neonatale e pediatrica fino all’oncoematologia. Dopo la valutazione, gli specialisti decidono se avviare la riabilitazione o se servono altri accertamenti.

Verona, giochi donati alla neuroriabilitazione pediatrica

I giochi nella neuroriabilitazione pediatrica

Durante la visita il fisiatra guarda il bambino mentre gioca: come afferra un cubo, se riesce a metterlo sopra un altro, se trova la forma giusta per l’incastro. Per i più piccoli, che ancora non seguono le indicazioni, il gioco aiuta a capire come si muovono. Gli stessi materiali tornano utili negli esercizi, scelti di volta in volta in base all’età e ai movimenti da allenare.

«Anche con pochi giochi ben dedicati avremo la possibilità di visitare e trattare tantissimi bambini per molti anni a venire», spiega Smania.

L’associazione nata dai genitori dei prematuri

Nascere per Vivere è nata nel 1995 da un gruppo di genitori di bambini nati prematuri. Oggi sta accanto alle famiglie durante il ricovero e aiuta i reparti ad acquistare materiali e attrezzature.

«Quando il professor Smania mi ha chiesto un aiuto ci siamo subito mobilitati, come avevamo già fatto per gli ambulatori di Borgo Roma», racconta la vicepresidente Maria Grazia Viapiana.