Pagate a persone che si sono sposate con anziani deceduti nel giro di poco tempo

(Giorgio Sartori) A seguito della sentenza 30/6/22 n. 162 la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo l’articolo 1 – comma 41 – della legge 8/8/95 n. 335 nella parte in cui non fissa un tetto alle decurtazioni.

L’ Inps con propria circolare 22/12/23 n. 108 ha avviato il riesame, d’ufficio, dei trattamenti pensionistici erogati ai superstiti. Conseguentemente l’ Istituto sta inviando ad alcuni soggetti che percepiscono le pensioni come superstiti (chiamate anche reversibili) delle comunicazioni, per significare, sulla base di dati reddituali forniti dall’Agenzia delle entrate, la necessità di rimborsare alcune somme che non dovevano essere erogate per effetto di redditi percepiti nel 2023, diversi da quelli derivati dalle pensioni.

Un esempio classico sono i redditi da fabbricati locati. La rendita catastale aggiornata della casa di abitazione non viene considerata al fine del valore complessivo dei redditi che dà origine alla riduzione della pensione di reversibilità. Esiste una tabella, aggiornata di anno in anno che, a seconda delle fasce di reddito, stabilisce delle percentuali di riconoscimento della pensione di reversibilità che partendo dal 60% (maggiore se vi sono figli minorenni) si articolano con riduzioni del 25%,del 40% e del 50% in ragione dei limiti di reddito del supestite.

E fin qui nulla da eccepire, considerato che la tematica discende da una legge del 1995 che ha subito anche il giudizio correttivo della Corte costituzionale. Quello che mi sento, invece, di evidenziare sono le migliaia e migliaia, si stima 30.000, pensioni di reversibilità erogate a persone che si sono sposate con soggetti in avanzata età, deceduti nel giro di poco tempo.

Coniugi superstiti che non hanno mai lavorato o versato pochi contributi, che si trovano a percepire, ogni mese, delle pensioni per il sol fatto che sono convolati a nozze nell’ ultimo tratto terreno del consorte. E, salvo essere corretto, è sufficiente essere sposati anche da un giorno perchè il superstite possa vantare il diritto a percepire la reversibile.

Le pensioni ‘last minute’

Queste sono pensioni “last minut”, la cui disciplina meriterebbe una attenta rilettura, da parte del potere politico, vista la situazione economica che sta vivendo l’ Italia e l‘Inps, sul quale i vari Governi hanno scaricato centinaia di adempimenti che poco hanno da vedere con la previdenza, elemento sul quale l’Istituto è nato.

I valori economici erogati dall’ Inps per queste reversibili potrebbero ristorare meglio quella massa di pensionati che prendono pensioni da sopravvivenza.

Altro aspetto riguarda il fatto che le percentuali di riduzione sopra indicate non tengono in nessun conto, in termini correttivi, degli anni di contributi versati dal soggetto deceduto rispetto agli anni in cui, in vita, ha percepito la pensione diretta.

Credo che non sia socialmente corretto applicare la riduzione della pensione di reversibilità con una percentuale uguale per tutti senza tener conto della sostanziale differenza che intercorre tra un soggetto, che chiamo pensionato A,che ha versato 40 anni di contributi, che va in pensione e che dopo 8 anni muore, rispetto ad un altro soggetto, che chiamo pensionato B, che ha versato 40 anni di contributi e che per 30 anni ha percepito la pensione prima di andare nell’ aldilà.

Il conto previdenziale del dare ed avere del pensionato A registra un saldo attivo di gran lunga superiore al secondo pensionato B. É evidente che per applicare questa stemperazione delle percentuali riduttive, che tengano conto anche del versato negli anni lavorativi rispetto al percepito con la pensione, serve un intervento legislativo di modifica della legge 335 del 1995.

Sarà interessante vedere se queste due osservazioni saranno oggetto di attenzione da parte della Politica.