(di Christian Gaole) Le Pasque Veronesi, quest’anno rischiano di passare inosservate. A rompere le uova nel paniere è stato Jacopo Buffolo, assessore alla memoria storica del comune di Verona, che ha dato parere negativo alla richiesta di patrocinio e contributi avanzata dal Comitato “Le Pasque Veronesi” che, per le celebrazioni del 228° anniversario della rivolta, avevamo chiesto al Comune un contributo economico di 83mila euro.

“La narrazione dell’episodio, così come emerge dal progetto presentato – dichiara Buffolo –  appare più orientata a una celebrazione suggestiva che a una rievocazione basata su un solido impianto documentale e scientifico”.

La seduta di ieri ha infuocato sala Gozzi: Buffolo ha detto a chiare lettere che non vi sarà un supporto economico all’iniziativa, ma che l’associazione sarà libera di esercitare il proprio diritto di manifestare. Scelta, questa, che non è stata digerita, dai consiglieri comunali di centrodestra, e tantomeno dal deputato leghista Vito Comencini, da Luca Castellini di Forza Nuova e dagli astanti nella balconata, che hanno reagito al rifiuto sventolando la bandiera di San Marco. 

Per tutta risposta, questa mattina il consigliere  leghista Nicolò Zavarise con il Comitato de Le Pasque Veronesi, ha indetto una conferenza stampa nel corso della quale il segretario dell’associazione Maurizio Giuseppe Ruggiero ha chiesto, senza mezzi termini, le dimissioni dell’assessore Jacopo Buffolo. 

Pomo della discordia, la domanda di attualità presentata dal consigliere in quota Lega Nicolò Zavarise ieri in consiglio comunale  con oggetto la scelta della Giunta di negare la celebrazione dell’evento storico delle Pasque Veronesi, che commemora l’insurrezione dei veronesi nel 1797 contro il dominio francese di Napoleone Bonaparte. 

Nei mesi scorsi tra l’amministrazione e l’associazione che organizza “Le Pasque Veronesi” hanno avuto luogo diverse negoziazioni che, visti i risultati, pare non siano andate bene. Placato il subbuglio , l’opposizione ha acceso i microfoni e ha manifestato il proprio dissenso. 

Primo in linea Zavarise: “è vergognoso che un assessore non solo non conosca l’iter amministrativo e travalichi le sue competenze calpestando anche i diritti costituzionalmente previsti, ma è altrettanto vergognosa l’ipocrisia con cui chi si dichiara antifascista sia il primo a negare i diritti altrui operando una censura storica e politica agendo come un negazionista. Questi sono atteggiamenti intollerabili che non possono essere giustificare da parte di un’amministrazione che dovrebbe rappresentare tutti”.

Paolo Rossi, di Verona Domani, non le ha mandate a dire e ha definito Buffolo “un assessore liberticida all’interno di una amministrazione che si nasconde dietro le etichette per tutelare la parità di genere”.

Anna Bertaia, di Fare! ha invece attaccato Buffolo per il suo “scarso senso istituzionale perché sbeffeggia la minoranza invece di ascoltarla mentre interviene”. A Bertaia si è aggiunto anche l’ex sindaco Federico Sboarina che ha chiosato invitando Buffolo a “studiare meglio la storia”. 

Pietro Trincanato, di Traguardi, ieri in aula ha definito l’evento una “baracconata che va avanti dal 1997 e che al Comune è costata una cifra compresa tra i 10 e i 15 mila euro all’anno, senza contare le sovvenzioni da parte delle partecipate”. 

La faccenda è complessa, e se da un lato alcuni storici hanno sottolineato l’importanza dell’evento de Le Pasque Veronesi, dall’altro, per altri storiografi l’evento non è stato di portata tale da giustificare commemorazioni in pompa magna. 

Per restare in tema, come scritto dal Manzoni, constatato che non compete a chi scrive orientare chi legge e che la ragione è a destra o a sinistra, o che uno storico abbia ragione sull’altro, ai posteri l’ardua sentenza.