(di Gianni Schicchi) “Emozioni cangianti” è il titolo del concerto proposto da I Virtuosi Italiani al Ristori questa sera giovedì 23 febbraio (ore 20.30), con protagonisti il pianista Federico Colli e il trombettista Gabriele Cassone, tra le suggestioni sonore di Tchaikovsky e Šostakovič. Federico Colli è tra i pianisti italiani più apprezzati a livello internazionale per la raffinata sensibilità e la personalità interpretativa fuori dagli schemi. Si è affermato a livello internazionale grazie a una visione musicale profonda e originale. Vincitore del Leeds International Piano Competition 2012 e premiato al Concorso Chopin di Varsavia, è ospite delle principali sale da concerto e collabora con orchestre e direttori di primo piano. Ế definito dal Daily Telegraph come esecutore “dal tocco leggero e dalla grazia lirica” e da Gramophone come “uno dei pensatori più originali della sua generazione”. 

Sarà affiancato da Gabriele Cassone, tra i più autorevoli interpreti della tromba a livello internazionale. Riconosciuto per l’eleganza del suono, il rigore stilistico e la profonda conoscenza del repertorio barocco e contemporaneo, Cassone è ospite delle principali istituzioni concertistiche europee e americane. Ha collaborato con direttori e orchestre di prestigio, distinguendosi anche per l’impegno nella riscoperta di pagine rare e per l’intensa attività didattica. Celebre non solo come interprete su strumenti originali, ma anche come compositore. Fu scelto da Luciano Berio quale interprete della prima esecuzione di Sequenza X per tromba sola e Kol-Od, sotto la direzione di Pierre Boulez. 

I due eseguiranno il celebre Concerto per pianoforte, tromba e orchestra n. 1 in do maggiore di Šostakovič. Composto nel 1933, il lavoro, è una delle pagine più brillanti e sorprendenti del repertorio novecentesco. Nato come concerto per pianoforte e orchestra d’archi, l’inserimento della tromba solista ne amplifica il carattere ironico e teatrale, in un dialogo serrato e virtuosistico che alterna slanci lirici, citazioni parodistiche e improvvisi cambi di atmosfera. Tra energia trascinante e raffinata scrittura cameristica, l’opera rivela già la cifra inconfondibile del giovane compositore russo: un equilibrio sottile tra leggerezza e inquietudine, capace di conquistare il pubblico con intelligenza, ritmo e straordinaria forza comunicativa.

La pagina sarà preceduta, in apertura di concerto, dall’Elegia per archi in memoria di Ivan Vasilyevich Samarin di Tchaikovsky, affidata a I Virtuosi Italiani, brano composto nel 1870 in omaggio al celebre attore russo, figura di spicco del Teatro Maly di Mosca. Affidata alla sola compagine degli archi, l’opera si sviluppa come un canto dolente e nobile, attraversato da un lirismo profondo e da un senso di composta malinconia.A chiudere il concerto sarà l’esecuzione della Sinfonia da camera op. 110/a, trascrizione per orchestra d’archi realizzata da Rudolf Barshai del famoso Quartetto per archi n. 8 in do minore, op. 110 di Šostakovič, con piena approvazione del compositore. 

L’opera, dedicata «alle vittime del fascismo e della guerra», è attraversata dal celebre motivo DSCH – sigla musicale del nome di Šostakovič – che ritorna come una firma autobiografica. Tra tensione drammatica, richiami ad altre pagine del suo catalogo e momenti di struggente lirismo, la partitura si configura come una delle confessioni più intense e dolorose del Novecento, un potente affresco sonoro di straordinaria forza emotiva.

Info, biglietti e abbonamenti – I biglietti sono acquistabili sul sito https://ivirtuositaliani.vivaticket.it o in biglietteria, presso Piazzetta Ottolini 9 a Verona. Per info e costo biglietti e abbonamenti: www.ivirtuositaliani.eu.