Il consigliere regionale veronese Matteo Pressi è a Bruxelles per promuovere una riforma dell’etichettatura dei prodotti alimenatari. L’obiettivo è tutelare meglio i consumatori italiani che non sono sufficientemente garantiti dalle norme vigenti in materia di origine dei prodotti alimentari.

Il tema, come evidenza il consigliere Pressi, è legato al principio della cosiddetta “ultima trasformazione”, in base al quale “un alimento si considera prodotto in Italia – e quindi può recare in etichetta la sigla “Made in Italy” – anche per il solo fatto di essere stato trasformato in Italia”.
L’etichettatura non dev’essere capziosa
«Esempio -sottolinea Pressi-: il concentrato di pomodoro realizzato in Cina, con pomodori coltivati e raccolti in Cina, può finire sui nostri scaffali sottoforma di passata di pomodoro “Made in Italy”. Infatti, se il concentrato viene diluito e confezionato in Italia, e quindi trasformato qui, in base alle norme europee il prodotto è a tutti gli effetti italiano».

Ciò non permette al consumatore di avere delle informazioni chiare sul prodotto che sta acquistando.
“Per questo oggi ho incontrato nella sede del Parlamento Europeo una rappresentanza di Coldiretti e alcuni eurodeputati interessati a promuovere una riforma delle norme in materia di etichettatura dei prodotti alimentari. Vogliamo che sia indicato chiaramente non solo il Paese di ultima trasformazione del prodotto ma anche il luogo di origine delle materie prime, questo per evitare confusione nei consumatori e pratiche di concorrenza sleale”, conclude Pressi.
