Tosi all’incontro “La riforma della giustizia per essere competitivi in Europa”.
Tosi apre la campagna referendaria di Forza Italia con l’incontro “La riforma della giustizia per essere competitivi in Europa” tenuto domenica 1 marzo all’Hotel Catullo. Relatorii Silvano Filippi, Segretario Nazionale SIULP – Sindacato Italiano Unitario Lavoratori di Polizia e il presidente di Fondazione Luigi Einaudi, Giuseppe Benedetto. In collegamento streaming i parlamentari di Forza Italia Enrico Costa e Maria Paola Boscaini. Moderatrice dell’incontro la consigliera comunale a Verona on.Patrizia Bisinella.
“Questa riforma è un’opportunità da cogliere e che non possiamo perdere! Se il Paese non cambia ora, non riuscirà mai a riformarsi davvero. Il voto è importante. Votare Sì è necessario” ha dichiarato Tosi, sottolineando che “è importante andare a votare, questo voto è il primo passo di una riforma necessaria che non possiamo più rinviare. La sinistra sta dando battaglia politica dicendo bugie, evidenziando che la magistratura sarà sottoposta al potere politico.

Nulla di più falso. Stiamo parlando di una riforma che è stata firmata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che è anche il Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura. E’ un momento storico per il Paese, che sarà determinato dalla partecipazione al voto. Andare a votare è fondamentale e non bisogna darlo per scontato. Non c’è un quorum da raggiungere, si vince o si perde per un voto. E se si perde, perde l’Italia”.
Silvano Filippi ha detto: “Credo sia un appuntamento con la storia, per aggiornare il nostro sistema giudiziario a quello che è il principio di civiltà giuridica dell’assoluta trasparenza dell’azione dell’autorità giudiziaria. Oggi abbiamo una confusione di ruoli che determina l’insorgere di problematiche nell’applicazione della legge”.

“. La vera cosa da chiedersi oggi è un’altra: se sbaglia un magistrato che conseguenze ha? Vi posso dire cosa accade oggi ad un Poliziotto. Chi sbaglia viene disciplinarmente sanzionato immediatamente, ancora prima di un processo o di una reale sentenza, con una severità senza eguali, oltre a subire un’onta professionale e sociale lacerante e irrecuperabile. Un aspetto che non può essere trascurato. Nessuno vuole mettere in discussione l’autonomia della magistratura, però se a giudicarmi a livello disciplinare è uno che ho contribuito ad eleggere, diventa un po’ difficile che ci sia l’obiettività nella valutazione”.
