(Mickey Mouse) Nei fine settimana in città come Verona i controlli stradali sono diventati sempre più severi. Le norme del Codice della Strada riformato nel 2024, inviano un messaggio chiaro: se guidi, non puoi permetterti di bere.
Per un uomo di circa 70 chili bastano 3 bicchieri di vino durante una cena per superare la soglia legale. Non sorprende quindi che molti ristoratori registrino un calo fino al 20% nelle ordinazioni di vino, con effetti immediati sull’economia dei locali e sul consumo fuori casa.
Vino e droga: 2 pesi e 2 misure

Eppure, resta evidente una forte discrepanza normativa.
Per l’alcol le regole sono rigide e numeriche: superi la soglia e scatta automaticamente la sanzione.
Per le sostanze stupefacenti, invece, come chiarito più volte dalla Corte di Cassazione, non basta risultare positivo a un test: occorre dimostrare che la sostanza abbia realmente alterato lo stato psicofisico del conducente.
3 bicchieri di vino possono costarti la patente, mentre una droga presente nel corpo può non comportare conseguenze se non altera la guida. Un’asimmetria difficile da comprendere.
Le conseguenze si riflettono soprattutto nei piccoli centri, che costituiscono circa il 65% dei comuni italiani e spesso hanno meno di 5.000 abitanti. Qui l’auto non è una scelta ma una necessità, perché i mezzi pubblici sono praticamente inesistenti.
Le norme più severe sull’alcol e l’introduzione dell’alcolock hanno spinto molti a rinunciare al consumo di vino fuori casa. Il risultato è un calo delle vendite nei ristoranti e nelle enoteche locali, accompagnato da una crescente migrazione verso l’acquisto online, spesso tramite piattaforme digitali con sedi legali all’estero. Così, le piccole imprese e le cantine locali si trovano penalizzate a vantaggio dei grandi operatori globali.
Ma il problema non è solo economico. Il vino è identità per definizione, un simbolo culturale e territoriale e a Verona è parte fondante dell’economia cittadina. La diminuzione dei consumi fuori casa non erode solo i fatturati delle piccole imprese, ma anche la tradizione e l’identità dei territori del Nord.
Il quadro che emerge è dunque duplice: maggiore sicurezza sulle strade e minor rischio di incidenti, da un lato; impatti economici, culturali e identitari significativi, dall’altro.

La sfida resta trovare un equilibrio tra tutela della sicurezza, rispetto delle regole e salvaguardia dell’economia reale del Nord produttivo, senza rinunciare a proteggere la piccola impresa italiana e il simbolo culturale che il vino rappresenta da sempre.
