Dal 12 al 15 aprile Vinitaly 2026 torna a Veronafiere con un programma che unisce degustazioni, approfondimenti e nuove prospettive di sviluppo per il settore. Accanto ai quasi 80 eventi dedicati ai tasting, debutta infatti in forma strutturata anche Vinitaly Tourism 2026, nuovo hub strategico dedicato all’enoturismo.

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Degustazioni protagoniste: viaggio tra vitigni e grandi annate

Il cuore della manifestazione resta il calendario delle degustazioni, con un fitto palinsesto che attraversa territori, denominazioni e stili produttivi, affiancato dalle centinaia di tasting organizzati negli stand delle oltre 4mila aziende presenti.

Tra gli appuntamenti di punta, i Grand tasting firmati Vinitaly: ad aprire sarà Gabriele Gorelli con una selezione dedicata ai grandi bianchi italiani, seguito dalle degustazioni guidate da Ian D’Agata e Andrea Gualdoni. A chiudere il ciclo sarà il focus sulle grandi annate delle cantine storiche condotto da Riccardo Cotarella e Luciano Ferraro.

Il programma si sviluppa lungo quattro giornate con format diversificati: walk around tasting, masterclass, incontri internazionali e approfondimenti tematici. Tra i protagonisti anche Gambero Rosso, Wine Spectator e numerosi consorzi e aziende del settore. Ampio spazio anche ai giovani produttori con il format Young to Young ideato da Paolo Massobrio e Marco Gatti.

Accanto al calendario principale, il programma Winine2digital al Palaexpo propone seminari e masterclass su ricerca, identità territoriali e scenari futuri del vino, con interventi, tra gli altri, di Attilio Scienza.

Vinitaly Tourism: l’enoturismo diventa asset strategico

Tra le principali novità dell’edizione 2026, l’affermazione di Vinitaly Tourism come spazio strutturato e operativo dedicato al turismo del vino. Il format si sviluppa su due poli tematici: la galleria tra i padiglioni 2 e 3, cuore operativo dell’iniziativa, e il Palaexpo, sede di convegni e approfondimenti.

«L’enoturismo entra stabilmente nella manifestazione, assumendo un ruolo centrale nello sviluppo del sistema vino», sottolinea Gianni Bruno. Un passaggio che segna il riconoscimento del turismo del vino come leva strategica e non più accessoria per le cantine italiane.

Realizzato da Veronafiere con Wine Tourism Hub e partner specializzati, il progetto punta a creare una vera infrastruttura di connessione tra domanda e offerta. In questa direzione si inserisce il piano di incoming di buyer internazionali provenienti da Stati Uniti, Brasile, Regno Unito, Singapore e altri mercati chiave, tra tour operator, travel designer e operatori dell’esperienza enogastronomica.

La galleria tematica ospita anche un’area espositiva e una “Sala tourism” per incontri, degustazioni e seminari. Il programma affronta temi concreti e operativi: dalla fiscalità all’impatto dei wine club, dalla digitalizzazione alla gestione delle risorse umane, fino alle nuove opportunità occupazionali nel comparto.

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Focus e scenari: l’enoturismo tra ricerca e mercato globale

Il secondo polo, al Palaexpo, approfondisce il ruolo dell’enoturismo nello sviluppo del settore. Tra i momenti chiave, l’analisi del Movimento Turismo del Vino sul valore della prossimità e la presentazione di studi sul posizionamento dell’Italia nel mercato internazionale, con particolare attenzione agli Stati Uniti.

In evidenza anche la ricerca di UniCredit e Nomisma, realizzata con l’Associazione Città del Vino, sul contributo dell’enoturismo alla crescita delle imprese vitivinicole. A chiudere il programma, l’analisi del rapporto tra cultura, arte e paesaggio vitivinicolo curata dall’Università degli Studi di Verona.

Vinitaly 2026 diventa una piattaforma sempre più articolata, capace di coniugare degustazione, business e visione strategica. Un evento che non si limita al racconto del vino nel calice, ma ne esplora l’intera filiera, dalle produzioni ai territori, fino alle nuove forme di fruizione turistica.

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