C’è un cuore gialloblù che batte forte e non ha intenzione di fermarsi. Dopo la sfortunata ultima giornata di campionato della prima squadra del Verona Calcio a 5 pareggiata 3 a 3 contro il Trento in stato di grazia che ha rimandato le speranze di promozione in A2 all’anno prossimo, il sorriso torna sul volto della società grazie ai ragazzi dell’Under 19.

Al loro primo anno di attività, i giovani scaligeri sono riusciti nell’impresa di staccare il pass per la fase finale del campionato nazionale. Tra le compagini veronesi troviamo anche l’Olimpia Verona di Mister David Maschi e l’Atletico Pressana, squadre che hanno regalato appassionanti e avvincenti sfide in campionato contro il Verona Calcio a 5.

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Il calendario mette ora i gialloblù di fronte ad una nuova impresa, il play-off contro il Futsal Cornedo, gara che si disputerà domenica 12 aprile alle ore 11:00 al PalaDeGasperi in terra vicentina. Gli avversari vantano uno dei vivai più floridi d’Italia, capace di produrre talenti che già calcano i campi di Serie A2.

Per il Verona, arrivato fin qui da esordiente, non vi è alcun timore reverenziale, il segreto di questo successo risiede in un mix tra competenza tecnica e valori umani. Lo staff composto dal team manager Stefano Campolongo, dall’allenatore Elvedin Mujkic, dal vice Alessandro Ferraro e dal preparatore dei portieri Luigi Pezzano, ha compiuto un lavoro straordinario. Molti dei ragazzi in rosa provengono dal calcio a 11 e sono approdati al futsal solo pochi mesi fa.

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A testimonianza della serietà del progetto, la squadra ha recentemente svolto un ritiro in Bosnia per prepararsi alla fase finale. Ma non è solo sport, ciò che colpisce è l’educazione e il senso di comunità di questi giovani, nonostante gli impegni agonistici, il rendimento scolastico resta eccellente, segno che il calcio a 5, vissuto in questo modo, è prima di tutto una palestra di vita.
Domenica il Verona Under 19 cercherà l’ennesimo miracolo sportivo. La città è chiamata a sostenere un gruppo che, a prescindere dal risultato, ha già vinto la sua sfida più importante, dimostrare che con la disciplina e l’appartenenza si può arrivare ovunque.