(Angelo Paratico) Giovedì 9 aprile 2026, presso la libreria Mameli di Verona, Orietta (Ori) Zanotti ha presentato il suo primo libro, intitolato: “Storia della mia vita. Dalle ferite alla gratitudine”, stampato a spese dell’autrice nel 2025. 155 pagine da leggere e che si leggono tutte d’un fiato. Lo ha scritto usando i tasti del suo telefonino, non appena certi ricordi riaffioravano nella sua mente, il testo finale lo ha affidato all’intelligenza artificiale per correggere punteggiatura e grammatica.  

Lo stimolo a scrivere in lei è sorto improvviso, per voler rendere imperituri certi ricordi personali e della sua famiglia, che altrimenti si sarebbero dispersi come foglie al vento.

20260412 0023141

“Sono nata a Verona il 9 giugno 1963, in una soffitta che oggi chiamerebbero “mansarda” in via Caprera, una strada che profumava di glicine e di rose antiche. I miei genitori vivevano lì come ospiti delle signorine Caprera, due sorelle molto gentili e molto religiose che avevano aperto le porte della loro casa a quella giovane coppia venuta dal nulla, mio padre e mia madre”.

I suoi genitori erano contadini che avevano abbandonato i campi per crearsi una nuova vita in città, la madre faceva le pulizie nelle case dei signori; suo padre, che era stato deportato in Germania per lavorare in una miniera, era un operaio all’Hotel Due Torri. La loro vita fu durissima e un’ombra nera gravava su di loro: solo due anni prima della sua nascita avevano perso il primogenito, a causa della difterite.

Ori crebbe con una madre durissima e un padre adorante che la ricolmava d’attenzioni, ma imparò a farsi strada da sola. Un libro per bambini, “Polyanna” di Eleanor H. Porter che le regalarono e che lei lesse per decine di volte, le spalancò una finestra sul mondo.

Mentre spiegava la genesi della sua opera, le scendevano lacrime catartiche dagli occhi, ricordando le piccole-grandi cose del suo passato, con tutte le sue gioie e le sue umiliazioni. Anche la brava moderatrice, Luisa Paronetto, non ha potuto non versarne delle sue e lo stesso dicasi per buona parte dei presenti, perché la sincerità di Ori arriva diritta al cuore.  

20260409 1818281
A sinistra, Luisa Paronetto e a destra, Ori Zanotti

Il suo bel libretto non è un saggio autobiografico ma piuttosto un poema in versi liberi che racconta l’evoluzione dei suoi amori, delle sue vittorie e del suo trionfo finale, come una naufraga spiaggiata su un’isola felice scrive su foglie di palma disseccate.  

Da via Caprera alle colline della Valgatara, dove oggi vive e lavora, ci è giunto un profumo di fiori di campo e la certezza del valore poetico della sua opera.