( fi.to.) In occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro del 28 aprile, tornano al centro i numeri sugli infortuni in Veneto, che restano allarmanti. Secondo i dati diffusi dalla Cgil Veneto, nel 2025 sono state effettuate 10.461 ispezioni, con irregolarità riscontrate nel 64% dei casi; di queste, oltre tre quarti riguardano violazioni legate alla sicurezza sul lavoro.
Un dato che fotografa criticità diffuse, con punte particolarmente elevate in alcune province come Treviso, Venezia e Padova, e che riaccende il tema dei controlli e della prevenzione.

Ancora più pesante il bilancio degli incidenti: 111 infortuni mortali in Veneto nel 2025, a cui si aggiungono numerosi episodi gravi. Numeri che confermano come la sicurezza sul lavoro resti una priorità irrisolta, nonostante norme e strumenti di vigilanza.
Tra i nodi evidenziati anche il tema dei controlli, giudicati insufficienti rispetto al tessuto produttivo regionale. La Cgilrichiama la necessità di rafforzare ispettorati, prevenzione e formazione, ma i dati pongono soprattutto una questione più ampia: la tutela di lavoratori e imprese passa da una cultura della sicurezza più radicata e da verifiche realmente efficaci.
Il quadro che emerge è chiaro: gli infortuni continuano e l’emergenza non può essere considerata superata.
