La Cassazione ha messo la parola fine al procedimento contro l‘avvocato penalista veronese Andrea Bacciga che nel 2018, quand’era consigliere comunale della Lega, aveva fatto un saluto ‘romano’ in Consiglio Comunale: 6 mesi con la condizionale, 800 euro a ciascuna delle parti lese oltre che il pagamento delle spese processuali.
Bacciga mette in relazione la sua vicenda giudiziaria con la sua attività politica.
«Nel 2025 – ricorda- sono stato nominato coordinatore di FdI. Dopo pochi giorni venne fissata l’udienza in appello per il reato della Legge Scelba, nonostante in primo grado fossi stato assolto con formula piena per un fatto del 2018. Fui condannato, in quanto, per la Corte, il mio gesto poteva creare un pericolo concreto per la ricostituzione del partito fascista».
Da qualche settimana Bacciga è passato in Futuro Nazionale, il partito del generale Vannacci, e fatalità, sempre per pura casualità, è stata fissata l’udienza in Cassazione. Scherzi del destino, evidentemente.
«Di oggi la sentenza che conferma la mia condanna a 6 mesi – con pena sospesa che non mi impedisce né di fare il mio lavoro né di candidarmi –, per una legge del 1952 che prevede il pericolo di ricostituzione del partito fascista, della quale saremo stati condannati in 10 in tutta la storia d’Italia».
Bacciga: la condanna non mi ferma
«In una Nazione in cui ogni giorno ci sono violenze – di oggi la notizia di una ragazza sequestrata per 3 giorni a Roma e violentata da una banda di extracomunitari, ai quali, tra un po’, dovremo chiedere il permesso anche per pregare o per passeggiare per strada – il pericolo è il “saluto romano».
In che mondo viviamo? Veramente al contrario».
E assicura che questa condanna non lo fermerà e continuerà a fare politica a testa alta e senza paura.
