(di Francesca Romana Riello) Sara Moretto è al secondo mandato da sindaco di Buttapietra e siede in Provincia con delega alle pari opportunità. Parla con la determinazione, la passione e la competenza di chi negli anni ha imparato a conoscere da vicino i meccanismi dell’amministrazione pubblica, senza perdere la motivazione che l’ha accompagnata fin dal primo giorno.

«L’entusiasmo è lo stesso del primo giorno. Cambia come affronti i problemi, ma la voglia di esserci per il territorio no».

Buttapietra è un Comune da circa settemila abitanti. Ogni progetto, spiega, va calibrato su risorse limitate e su tempi burocratici che non aspettano nessuno.

«Amministrare oggi significa anche costruire strategie diverse per arrivare agli obiettivi. Non sempre si può andare in linea retta».

Il riferimento diretto è alla riqualificazione del Parco dei Popoli e delle ex scuole Renato Simoni, due interventi che l’amministrazione considera centrali per il futuro del paese.

Buttapietra,  Sara Moretto rilancia: «I piccoli Comuni non possono più restare fermi»
Sara Moretto, sindaco di Buttapietra

La scelta dei piccoli lotti per salvare i progetti

Il finanziamento inizialmente previsto non è arrivato. Da lì la decisione di dividere il progetto in lotti più contenuti e candidarli a bandi separati.

«Abbiamo capito che era necessario rendere gli interventi più sostenibili e più attrattivi per i finanziamenti pubblici. A volte bisogna essere pragmatici e adattarsi ai meccanismi dei bandi».

Quel che rivendica è soprattutto il metodo: non lasciare incompiuto nulla di quello che considera strategico.

«Per un Comune come il nostro ogni investimento pesa molto. Ma proprio per questo non possiamo permetterci di fermarci».

Il rapporto diretto con i cittadini torna spesso nel discorso. Non come formula, ma come vincolo pratico.

«L’obiettivo resta migliorare la qualità della vita delle persone. Questo significa ascoltare i bisogni quotidiani, sia dal punto di vista infrastrutturale sia sociale. La presenza sul territorio conta ancora tantissimo».

Incontri, segnalazioni, problemi da affrontare giorno per giorno.

«Le persone non cercano amministratori lontani. Vogliono interlocutori presenti».

Buttapietra, Moretto e il nodo della Provincia

L’esperienza in Provincia è uno dei passaggi che considera più formativi. Nel mandato precedente aveva seguito le pari opportunità. Ora guarda con interesse alle deleghe su agricoltura e affari legali, quest’ultima vicina alla sua professione di avvocato, sospesa per dedicarsi a tempo pieno all’attività amministrativa.

«Fare il sindaco richiede una presenza totale. Non è un impegno che si può affrontare a metà».

Sul funzionamento dell’ente il giudizio non lascia margini. Il problema principale, dice, è la carenza di personale ereditata dopo la riforma Delrio.

«Gli uffici lavorano sotto pressione e questo inevitabilmente rallenta le risposte ai Comuni. A livello provinciale i problemi si amplificano ancora di più».

Il rischio, secondo Moretto, è una paralisi che finisce per frenare anche territori economicamente solidi come quello veronese.

«La Provincia di Verona ha risorse importanti, ma senza personale e senza una struttura organizzata si rischia di non riuscire a sfruttarle davvero».

C’è poi il nodo politico. L’assenza di una giunta provinciale e il venir meno degli emolumenti per i consiglieri hanno progressivamente svuotato il ruolo dell’ente.

«Il rischio è svilire il lavoro amministrativo. Invece la Provincia continua a essere un raccordo fondamentale tra Regione e Comuni».

Buttapietra,  Sara Moretto rilancia: «I piccoli Comuni non possono più restare fermi»
Sara Moretto, sindaco di Buttapietra

La Festa della Fragola e lidentità del paese

Tra i risultati che cita con più convinzione c’è il ritorno della Festa della Fragola, rilanciata dopo quasi dieci anni di stop.

«Siamo riusciti a costruire una rete con agricoltori, associazioni e Pro Loco. Oggi la fragola è tornata a essere un elemento identitario di Buttapietra».

L’edizione di maggio ha registrato una buona partecipazione. In tavola fragole abbinate alle bollicine del Custoza, risotti con fragole e Recioto, percorsi enogastronomici costruiti attorno ai prodotti locali.

«Il turismo cerca esperienze autentiche. Le persone vogliono conoscere i luoghi attraverso i sapori, le storie e le produzioni locali».

Moretto parla di turismo esperienziale e slow food come direzione da seguire anche per i piccoli Comuni.

«La globalizzazione ha uniformato tante cose. I territori invece devono tornare a valorizzare ciò che li rende riconoscibili».

Il ragionamento porta lì: legare identità, agricoltura e qualità della vita.

«La provincia veronese ha ricchezze enormi dal punto di vista paesaggistico ed enogastronomico. Bisogna smettere di darle per scontate e imparare a raccontarle meglio».

E mentre la politica locale continua a fare i conti con burocrazia, carenze di organico e fondi sempre più difficili da intercettare, Moretto torna a una parola sola: passione.

«Senza passione diventa impossibile fare questo lavoro. È quella che ti porta a esserci anche quando i problemi sembrano più grandi degli strumenti che hai a disposizione»

Buttapietra,  Sara Moretto rilancia: «I piccoli Comuni non possono più restare fermi»
Sara Moretto, sindaco di Buttapietra