(di Francesca Romana Riello) Dentro la musica: mercoledì 10 giugno alle 17.30 l’Auditorium Montemezzi del Conservatorio di Verona ospiterà un incontro che prova a spostare lo sguardo da ciò che si ascolta a ciò che normalmente resta nascosto.
Il direttore d’orchestra Marco Angius dialogherà con Nicola Guerini partendo da un tema che interessa musicisti e appassionati, ma che raramente trova spazio fuori dalle sale prova: come nasce un’esecuzione? Cosa succede tra una partitura e il momento in cui quella musica arriva al pubblico?
Il titolo dell’incontro, “Logiche del comporre. Percorsi e strategie di concertazione”, va proprio in questa direzione. Non il concerto, ma il lavoro che lo precede.
Il programma
L’appuntamento è promosso dal Fondo Peter Maag insieme alla Società Letteraria e al Conservatorio Dall’Abaco.
Al centro ci sarà il repertorio contemporaneo e il ruolo del direttore d’orchestra. Una figura spesso associata soltanto alla bacchetta e al gesto sul podio. In realtà il lavoro comincia molto prima. Nello studio della partitura, nelle scelte interpretative, nel confronto con l’orchestra. In quell’equilibrio delicato che si costruisce prova dopo prova.
È un lavoro che il pubblico vede poco. E forse proprio per questo continua a conservare un certo fascino.

Dentro la musica
Marco Angius è tra i direttori italiani che più hanno frequentato la musica contemporanea. Dal 2015 guida l’Orchestra di Padova e del Veneto, una realtà che conserva un rapporto particolare con Peter Maag.
Il direttore svizzero fu infatti alla guida dell’orchestra dal 1983 fino alla sua scomparsa, avvenuta a Verona nel 2001. Un legame che il tempo non ha cancellato.
L’incontro con Guerini non si annuncia come una lezione accademica. Piuttosto come una conversazione aperta attorno ai meccanismi della musica. A ciò che accade dietro le quinte, lontano dal palco e dagli applausi.
Perché una partitura non è mai soltanto un insieme di note. È una struttura da comprendere, interpretare e, in qualche modo, far rivivere ogni volta da capo.
L’eredità di Maag
L’iniziativa si inserisce nel percorso portato avanti dal Fondo Peter Maag, nato nel 2012 per custodire e valorizzare l’eredità artistica e culturale del maestro svizzero.
Negli anni il Fondo ha promosso incontri, ricerche e progetti divulgativi coinvolgendo università, studiosi e istituzioni culturali. Tra le esperienze più conosciute c’è il ciclo “Il Golfo Mistico”, che ha messo la musica in dialogo con altri ambiti del sapere, dalla letteratura alla filosofia.
Un lavoro paziente, costruito nel tempo, che ha contribuito a mantenere vivo il pensiero di Peter Maag anche tra le nuove generazioni.
L’appuntamento di mercoledì nasce da qui. Dalla convinzione che la musica non sia soltanto qualcosa da ascoltare. A volte vale la pena fermarsi a capire anche come prende forma

.
