(di Francesca Romana Riello) Giornata mondiale senza tabacco: costa poco e a Verona la usano da anni. La citisina, farmaco inserito dall’Organizzazione mondiale della sanità nell’elenco dei medicinali essenziali, è tornato sotto i riflettori in occasione della Giornata mondiale senza tabacco del 31 maggio. Non si può ancora ottenere con la normale ricetta del Servizio sanitario nazionale e viene preparata come farmaco galenico, ma all’Azienda ospedaliera universitaria integrata rappresenta da tempo uno degli strumenti utilizzati per accompagnare i fumatori nel percorso di cessazione.
Per tutta la settimana, nell’Unità operativa di Medicina delle dipendenze di Borgo Roma, sarà inoltre distribuito gratuitamente il volume Aiutare a smettere di fumare? È più facile di quanto pensi.
Un farmaco utilizzato da dieci anni
Dietro un nome poco conosciuto si nasconde una sostanza di origine naturale, ricavata soprattutto dai semi di alcune piante della famiglia delle leguminose. Il suo meccanismo d’azione è semplice: si lega agli stessi recettori della nicotina, attenuando il desiderio di fumare e limitando i sintomi dell’astinenza.
L’unità diretta da Fabio Lugoboni la utilizza da circa dieci anni nei percorsi dedicati a chi ha deciso di smettere. Tra gli aspetti che gli specialisti evidenziano c’è anche il costo contenuto rispetto ad altre terapie antifumo, una caratteristica che la rende particolarmente interessante soprattutto per i fumatori più accaniti, spesso chiamati ad affrontare percorsi più lunghi.

Smettere di fumare costa meno
Il lavoro portato avanti a Borgo Roma è finito anche in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers. La ricerca ha coinvolto 300 fumatori ricoverati all’Aoui e motivati a interrompere il consumo di tabacco.
I pazienti sono stati seguiti per un anno attraverso visite, controlli e monitoraggi periodici. Il protocollo prevedeva un trattamento di 25 giorni con una progressiva riduzione delle capsule dopo il cosiddetto “Quit Day”, il giorno scelto per dire addio alle sigarette.
L’obiettivo era duplice: verificare la sicurezza della terapia e capire quanto il farmaco fosse realmente efficace nel mantenere l’astinenza nel tempo. Lo studio ha permesso di capire non solo quanto la citisina sia sicura, ma anche quanto riesca davvero ad aiutare chi decide di smettere.

Una dipendenza ancora sottovalutata
Basta guardare i dati per capire quanto il fumo continui a pesare sulla salute pubblica. Il tabacco resta infatti il principale fattore di rischio prevenibile per la mortalità a livello globale. Al fumo sono legati tumori, a partire da quello del polmone, ma anche malattie cardiovascolari e patologie respiratorie croniche come la broncopneumopatia cronica ostruttiva.
Secondo i dati ricordati dagli specialisti, in Italia circa un fumatore su due muore prematuramente per malattie correlate al tabacco. E a preoccupare sono soprattutto i più giovani, perché spesso il rapporto con la sigaretta comincia molto presto.
«Prendete la palla al balzo e provateci», dice Fabio Lugoboni, direttore della Medicina delle dipendenze. «Ogni anno seguiamo circa 300 fumatori. Siamo il primo centro del Veneto e uno dei cinque più grandi d’Italia. Inoltre siamo l’unico ospedale europeo che offre la citisina ai pazienti ricoverati nei diversi reparti che manifestano la volontà di smettere di fumare».
Un messaggio che arriva proprio nella settimana dedicata alla lotta contro il tabagismo e che punta a ricordare una cosa semplice: smettere non è facile, ma oggi chi vuole provarci può contare su strumenti e percorsi di supporto che fino a pochi anni fa non esistevano.

