Non contro chi ha un concetto inusuale di coppia, ma contro l’ostentazione omosessualista
(Alessandro Rancani) Questa mattina, presso la Sala Futurista dell’Olivo in piazza Bra, conferenza stampa dei promotori del corteo “Ritorno al Reale” che si terrà sabato 27 giugno, con ritrovo alle 14 all’Arco dei Gavi .
Daniela Baldoria e Giovanni Rubini hanno esposto le motivazioni dell’iniziativa sottolineando che la manifestazione non ha una matrice né politica né ideologica. In primis precisano che l’idea nasce dalle numerosissime richieste di famiglie e cittadini che chiedono una tutela della loro dignità nei confronti di iniziative che ledono l’unione complementare e naturale tra uomo e donna, in particolare la preoccupazione è rivolta alla tutela dei minori, fuorviati da esempi di unioni civili devianti rispetto al diritto naturale di avere la propria mamma e il proprio papà.

Ritorno al Reale: iniziativa apartitica
A dimostrazione di tali posizioni sono state esposte immagini dei precedenti gay-pride, dove i partecipanti hanno sfoggiato le loro nudità al cospetto di minori, colpevolmente coinvolti dai propri genitori, venendo meno a basilari comportamenti di decoro e buonsenso, oltre a violare le norme sulle oscenità in pubblico, ribadendo che anche in questi casi le principali vittime indifese sono i bambini.
Oltre all’aspetto etico si è accennato a quello religioso, dove durante le sfilate omosessualiste vengono inscenati in modo blasfemo e denigratorio i riferimenti biblici più sacri, dimostrando quanto la richiesta di supposti diritti sia vettore impunito di vilipendio alla nostra religione. Questi casi dimostrano come dietro al vittimismo del mondo arcobaleno si celi un marcato odio nei confronti di chi non si omologa alla dottrina del pensiero unico.
In conclusione gli esponenti di questa libera iniziativa rimarcano le finalità della manifestazione, ossia non è una presa di posizione contro chi ha un concetto inusuale di coppia, ma è una ferma presa di posizione a tutela dei minori, in difesa della famiglia e per il rispetto della sensibilità e dei sentimenti religiosi della società civile. Durante il saluto finale alla platea e agli spettatori collegati in streaming, gli organizzatori hanno rinnovato l’invito alla partecipazione all’iniziativa, richiesta indirizzata soprattutto alla componente cattolica che non si sente rappresentata da quelle istituzioni, specie religiose, che solidarizzano con chi ha un concetto diverso di coppia.

