(di Francesca Romana Riello) Donna Bambino, 32 azioni per il rilancio: nelle undici sale parto del Donna e Bambino nascono ogni anno circa 2.500 bambini, tanti quanti ne nascono in tutti gli altri punti nascita della provincia messi insieme. Da qui parte il piano di potenziamento presentato questa mattina nella sala Marani di Borgo Trento: trentadue azioni da completare entro dicembre per rafforzare il ruolo della struttura tra i principali poli materno-infantili italiani.

La sfida della sanità

Il progetto è stato illustrato dal direttore generale dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata Paolo Petralia insieme al direttore sanitario Marianna Lorenzoni, al direttore amministrativo Roberto Sembeni, al direttore generale dell’Area Sanità e Sociale del Veneto Giancarlo Ruscitti, alla rettrice dell’Università di Verona Chiara Leardini, al direttore generale dell’Ulss 9 Pietro Girardi e ad Antonella Beverelli, referente provinciale e presidente regionale della Federazione italiana medici pediatri.

L’iniziativa arriva mentre il sistema sanitario deve fare i conti con due fenomeni che avanzano insieme: meno nascite e casi sempre più complessi da seguire. Il calo demografico si accompagna infatti all’aumento delle gravidanze ad alto rischio, delle patologie croniche e della richiesta di cure sempre più specialistiche.

«Serviranno sempre più centri di alta specializzazione», ha detto Ruscitti. «Il Donna e Bambino è già tra i primi dieci ospedali pediatrici italiani per complessità e volumi di attività», ma deve continuare a crescere per affrontare le nuove sfide demografiche.

Un concetto ripreso anche dal presidente della Regione Luca Zaia, che in una nota ha definito il piano «un programma importante di potenziamento» destinato a rafforzare il ruolo nazionale dell’ospedale, indicando in telemedicina, robotica, intelligenza artificiale e umanizzazione delle cure alcuni dei cardini della sanità dei prossimi anni.

Donna Bambino, 32 azioni per il rilancio
Paolo Petralia insieme a Marianna Lorenzoni, Roberto Sembeni, ,Chiara Leardini, Pietro Girardi e ad Antonella Beverelli

Spazi, tecnologia, organizzazione

Le trentadue azioni annunciate dalla direzione toccano quattro ambiti: lavori strutturali, tecnologia, organizzazione e relazioni umane.

L’Ospedale Donna e Bambino è già oggi tra i primi dieci centri pediatrici italiani per complessità della casistica. L’obiettivo è consolidare questa posizione e rafforzarla ulteriormente nei prossimi anni.

La Terapia Intensiva Neonatale sarà trasferita all’interno del Polo Confortini per una maggiore integrazione con gli altri reparti dedicati ai neonati. Saranno creati punti unici di accettazione per i due padiglioni, un percorso dedicato alle gravidanze a basso rischio ostetrico e aree di accoglienza rinnovate.

Una fetta importante delle risorse sarà destinata a telemedicina, chirurgia robotica e intelligenza artificiale. Verrà ampliato l’utilizzo della piattaforma regionale di telemedicina per il follow up dei piccoli pazienti cronici e per il collegamento tra i reparti critici. Saranno potenziati i programmi di chirurgia robotica pediatrica e ginecologica e sviluppati nuovi strumenti di supporto diagnostico.

«Dobbiamo mostrare ancora di più l’eccellenza che qui si sviluppa ogni giorno», ha spiegato Petralia. «Abbiamo competenze, esperienza, tecnologie e attività che ci collocano già oggi ai massimi livelli nazionali. Il nostro obiettivo è valorizzarle e rafforzarle».

Tra le eccellenze citate dal direttore generale c’è la medicina fetale. In alcuni casi i trattamenti iniziano prima ancora della nascita.

«Ci sono bambini che non possono aspettare il parto per essere curati», ha detto. «In situazioni particolari interveniamo già durante la gravidanza con procedure altamente specialistiche che rappresentano un’eccellenza a livello nazionale».

Petralia ha ricordato anche altre attività che rendono il Donna e Bambino un punto di riferimento nazionale, dai trapianti pediatrici alla radioterapia con il sistema Linac RM, unico in Italia per l’utilizzo sui bambini, fino agli elevati livelli di complessità clinica che attraggono pazienti anche da fuori regione.

Donna Bambino, 32 azioni per il rilancio
Pietro Petralia con Chiara Leardini

La famiglia al centro delle cure

La novità che potrebbe incidere più direttamente sulla vita delle persone riguarda però il modello assistenziale. Il Donna e Bambino adotterà il principio della Family Centered Care, con un’attenzione rivolta non soltanto al bambino o alla madre, ma all’intero nucleo familiare.

In concreto significa percorsi più semplici, supporto psicologico e una presenza più forte accanto alle famiglie nei momenti più delicati. È quello che Petralia ha definito un vero e proprio cambiamento culturale.

Un ruolo centrale spetterà alla collaborazione con il territorio. Verrà istituito un tavolo permanente con i pediatri di libera scelta e saranno rafforzati gli accordi con l’Ulss 9 per garantire continuità assistenziale tra ospedale e servizi territoriali.

«L’obiettivo è superare il concetto di presidio isolato», ha sottolineato Girardi. «Il paziente deve essere accompagnato lungo tutto il percorso clinico attraverso una rete coordinata di professionisti».

Chiara Leardini ha invece richiamato il valore del legame tra ospedale e Università, sottolineando come ricerca, formazione e assistenza debbano continuare a crescere insieme per trasformare l’innovazione scientifica in cure sempre più personalizzate.

Il traguardo fissato dalla direzione è dicembre. Sarà allora che si capirà quante delle trentadue azioni annunciate ieri saranno diventate realtà e quanto il Donna e Bambino avrà effettivamente cambiato volto.

Donna Bambino, 32 azioni per il rilancio
Sala Marani di Borgo Trento