Confartigianato Verona: bene, ma servono regole più chiare
Come riportato ieri da L’Adige , dal 17 giugno al 31 agosto entra in vigore l’ordinanza firmata dal presidente della Regione Veneto, Stefani, che vieta lo svolgimento delle attività lavorative all’aperto dalle 12.30 alle 16 nei settori agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili e nelle cave quando il sistema Worklimate di INAIL-CNR segnala un rischio “alto” per i lavoratori esposti al sole, generalmente in presenza di temperature superiori ai 35 gradi.
Una misura che, secondo Confartigianato Imprese Verona, mette al primo posto la tutela della salute dei lavoratori, ma che presenta ancora alcune criticità operative per le imprese.
«L’obiettivo prioritario resta la salvaguardia della salute di artigiani e dipendenti di fronte a un clima sempre più estremo», sottolinea il presidente di Confartigianato Verona, Devis Zenari. Allo stesso tempo, però, evidenzia le difficoltà che una rigida applicazione degli stop può creare alle micro e piccole imprese, alle prese con scadenze contrattuali, costi di noleggio delle attrezzature e carenza di personale.

Secondo l’associazione, molte aziende hanno già adottato autonomamente misure di prevenzione, come orari flessibili, pause aggiuntive, idratazione costante e aree ombreggiate nei cantieri. Per questo viene chiesto agli enti di controllo un approccio improntato all’informazione e alla collaborazione, oltre che alla vigilanza.
L’ordinanza caldo per il comparto edilizio
Sulle ricadute per il comparto edilizio interviene anche Pietro Paolo Fattori, presidente di Confartigianato Costruzioni Verona. «La tutela della salute è un’esigenza primaria e l’ordinanza nasce da un confronto condiviso tra associazioni di categoria e sindacati. Tuttavia il blocco tra le 12.30 e le 16 comporterà costi, rallentamenti e difficoltà organizzative. Serve una riflessione più ampia che coinvolga contratti, appalti e organizzazione del lavoro».
Tra i problemi segnalati, anche la difficoltà di riprendere rapidamente le attività in caso di miglioramento delle condizioni meteo e l’impossibilità di recuperare le ore perse anticipando o posticipando i lavori, a causa dei limiti acustici e dell’assenza di deroghe sugli orari.
Confartigianato precisa inoltre che il divieto riguarda esclusivamente le attività svolte in condizioni di esposizione prolungata al sole. Restano quindi escluse alcune lavorazioni al chiuso, come opere interne nei condomini o posa di pavimenti, mentre lo stop interessa attività come asfaltature, lavori sui tetti e installazione di pannelli fotovoltaici.

Infine, Paolo Brandellero, presidente degli autotrasportatori di Confartigianato Verona, chiarisce che le operazioni di carico e scarico e l’approvvigionamento dei cantieri possono continuare a essere svolti, poiché non comportano una permanenza prolungata sotto il sole. «Fondamentale – conclude – è mantenere una costante collaborazione tra vettori e imprese impegnate nei cantieri».
