(di Francesca Romana Riello) Il fumo lascia il segno anche sull’ambiente: uno striscione fotografico per raccontare che il fumo non lascia conseguenze soltanto sulla salute. Da venerdì ai giardini dell’Arsenale è esposto il lavoro realizzato dagli studenti del Centro Stimmatini, nato per richiamare l’attenzione sull’impatto ambientale provocato da sigarette, prodotti a tabacco riscaldato e sigarette elettroniche. Terminata l’esposizione, lo striscione sarà messo a disposizione delle scuole e dei centri educativi del territorio.

La prevenzione
L’idea è nata durante un percorso svolto in classe. I ragazzi hanno scelto di raccontare il viaggio di un mozzicone gettato a terra: un rifiuto minuscolo, spesso ignorato, che può rimanere nell’ambiente per anni rilasciando sostanze tossiche e microplastiche destinate a raggiungere il terreno e l’acqua.

Il fumo lascia il segno anche sull’ambiente
L’iniziativa è stata presentata in occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco, ma il messaggio va oltre i rischi ormai conosciuti del fumo. L’attenzione si sposta infatti anche sulle conseguenze ambientali di un gesto quotidiano che continua a essere sottovalutato.
Ogni anno milioni di mozziconi finiscono nelle strade, nei parchi, nei fiumi e sulle spiagge. Sono tra i rifiuti più presenti nell’ambiente e, degradandosi lentamente, rilasciano sostanze inquinanti. È il tema della campagna nazionale “Inquinamento da mozziconi di sigaretta e microplastiche”, promossa dall’Associazione Medici per l’Ambiente ISDE Italia insieme a numerosi partner sanitari e rilanciata anche dall’ANCI.
Lo striscione è il risultato della collaborazione tra Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona, Ulss 9 Scaligera, Centro Stimmatini e Comune di Verona. Il tratto più originale del progetto resta però il coinvolgimento diretto degli studenti, che hanno curato fotografie e grafica trasformando un’attività scolastica in un messaggio destinato a uscire dalle aule.

La salute e i giovani
«Il consumo di tabacco continua a rappresentare una delle principali cause prevenibili di malattia e morte» ricorda Fabio Lugoboni, direttore del Servizio di Medicina delle Dipendenze dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona. «È importante ricordare che non esiste una forma di consumo di nicotina completamente priva di rischi. Affiancare ai tradizionali messaggi sanitari una riflessione sull’impatto ambientale può contribuire a rafforzare la consapevolezza, soprattutto nelle fasce più giovani della popolazione.»
Per Flavia Corso, referente dell’Ambulatorio per smettere di fumare dell’Ulss 9 Scaligera, la mostra rappresenta l’occasione per «richiamare l’attenzione non solo sui danni provocati dal fumo alla salute, ma anche sulle conseguenze ambientali legate al consumo di tabacco, contribuendo a diffondere una cultura della prevenzione e della sostenibilità».
«Siamo orgogliosi del lavoro svolto dai nostri studenti» afferma Samuele Antonio Moretti, direttore del Centro Stimmatini. «Hanno affrontato questo tema con sensibilità, impegno e capacità espressiva. La scuola ha il compito di formare cittadini consapevoli e iniziative come questa permettono ai ragazzi di mettere in pratica creatività e senso civico attraverso un messaggio che riguarda tutti.»
Anche Giovanna Leardini, di Plastic Free, richiama l’urgenza del tema: «Salvare l’ambiente significa salvare noi stessi. Il problema del fumo non è più procrastinabile.»
Accanto al lavoro di prevenzione, sul territorio restano attivi gli ambulatori dedicati alla disassuefazione dal fumo, che affiancano il supporto specialistico ai trattamenti oggi disponibili, tra cui anche la citisina.
Nelle prossime settimane lo striscione lascerà i giardini dell’Arsenale per iniziare il suo percorso nelle scuole veronesi, dove continuerà a sensibilizzare gli studenti sui danni che il tabacco provoca non solo alla salute, ma anche all’ambiente.

