(di Francesca Romana Riello) Dieci milioni di euro per dare una mano ai negozi di vicinato e provare a rallentare la chiusura delle attività nei centri storici. La Regione rimette risorse sui Distretti del commercio, il programma che coinvolge Comuni, imprese e associazioni con l’obiettivo di sostenere il commercio locale, soprattutto nei paesi e nelle realtà più piccole, dove ogni negozio che abbassa la serranda lascia un vuoto che va oltre l’attività economica.
Il nuovo bando è stato presentato ieri mattina a Soave dall’assessore regionale allo Sviluppo economico Massimo Bitonci insieme al consigliere regionale Matteo Pressi, capogruppo della Lista Stefani a Palazzo Ferro-Fini, davanti a oltre trenta sindaci e amministratori del territorio, ai rappresentanti delle associazioni di categoria e agli operatori del settore.

Dieci milioni per il commercio
Le risorse finanzieranno i progetti presentati dai Distretti del commercio, le reti che mettono insieme Comuni, imprese e associazioni per sostenere le attività economiche dei territori.
Il bando aprirà il 22 settembre e prevede finanziamenti compresi tra 150 mila e 270 mila euro per ciascun distretto.
Le risorse potranno essere utilizzate per acquistare nuovi macchinari, rinnovare gli arredi, digitalizzare le attività con software gestionali e piattaforme di e-commerce oppure intervenire sui locali, dagli impianti fino alle vetrine.
Tra le novità c’è anche il sostegno agli investimenti energetici: le imprese potranno ottenere fino a 10 mila euro di contributo per installare impianti fotovoltaici.
«Il bando si rivolge alle piccole realtà di paese, dai negozi alle botteghe artigiane – spiega Bitonci – finanziando interventi che possano migliorarne funzionalità e attrattività, accompagnandole nella transizione digitale ed energetica».
L’obiettivo, sottolinea l’assessore, è mettere le attività nelle condizioni di affrontare un mercato sempre più condizionato dalla crescita dell’e-commerce e dall’aumento dei costi di gestione.

Centri storici più vivi
Non ci saranno soltanto contributi destinati ai singoli negozi. Una parte dei finanziamenti servirà anche a organizzare eventi, valorizzare percorsi commerciali e turistici e migliorare il decoro urbano, nella convinzione che riportare persone nei centri storici significhi creare nuove occasioni anche per chi ogni giorno tiene aperta una bottega o un’attività.
«Vogliamo sostenere non solo le imprese, ma l’intero sistema commerciale delle nostre città – afferma Pressi – favorendo iniziative che riportino i cittadini a vivere i centri storici e a fare acquisti nei negozi di prossimità».
Bitonci torna poi sul valore del commercio tradizionale. «Richiede magari qualche minuto in più rispetto a un acquisto online, ma offre un servizio diverso, fatto di consulenza, esperienza e rapporto diretto con il cliente».
L’edizione precedente del bando aveva registrato una partecipazione significativa. Anche quest’anno, vista la presenza a Soave di amministratori arrivati da decine di Comuni e delle principali associazioni di categoria, la Regione si aspetta una risposta ampia dai territori. La sfida, però, resta sempre la stessa: trasformare questi contributi in negozi aperti, attività più solide e centri storici che continuino a essere vissuti.

