(di Francesca Romana Riello) Vinitaly punta sugli Stati Uniti: il vino italiano guarda ancora agli Stati Uniti e sceglie New York per rafforzare la propria presenza sul mercato più importante fuori dall’Europa. A bordo dell’Amerigo Vespucci, attraccata nella Grande Mela nell’ambito del Tour Mondiale della nave scuola della Marina Militare, Veronafiere ha presentato la terza edizione di Vinitaly.USA, confermando la centralità del mercato americano nella strategia di promozione internazionale del comparto.
L’appuntamento rientra nel programma delle celebrazioni per il 250° anniversario dell’Indipendenza degli Stati Uniti e rappresenta un nuovo tassello del percorso con cui il marchio fieristico veronese punta a consolidare la presenza delle aziende italiane oltreoceano, guardando già anche alla 59ª edizione di Vinitaly, in calendario a Verona nel 2027.
Sul ponte della Vespucci sono saliti una quarantina di buyer provenienti dalle principali aree del Nord America, invitati a conoscere in anteprima la manifestazione che tornerà il 26 e 27 ottobre al Pier 36 di New York.

Vinitaly punta sugli Stati Uniti: New York apre la sfida del vino italiano
La terza edizione americana è già ben avviata. Hanno infatti aderito circa 250 espositori e gli oltre 11 mila metri quadrati disponibili si stanno rapidamente avvicinando al tutto esaurito.
Tra i protagonisti ci saranno i Consorzi di tutela Asti Docg, Brunello di Montalcino, Doc Sicilia, Prosecco Doc e Vini dell’Elba, oltre a Italia del Vino. Confermate anche le collettive regionali di Friuli-Venezia Giulia, Lazio e Sardegna, mentre altre partecipazioni sono in fase di definizione. A queste si aggiunge una delegazione di 95 aziende organizzata da ITA – Italian Trade Agency.
La scelta di investire con decisione sugli Stati Uniti non è casuale. Il mercato americano vale infatti quasi un quarto dell’intero export del vino italiano, restando il principale sbocco commerciale extraeuropeo per il settore.
«Stiamo lavorando sia in Italia sia negli Stati Uniti – ha spiegato il presidente di Veronafiere Federico Bricolo – con una grande campagna di incoming che punta a coinvolgere gli operatori non soltanto per Vinitaly.USA, ma anche in vista della prossima edizione di Vinitaly a Verona».
Bricolo ha ricordato come il Nord Est degli Stati Uniti rappresenti una delle aree più strategiche, concentrando il 19% dei consumi a volume e il 22% a valore del vino italiano.
«In una fase complessa – ha aggiunto – vogliamo continuare ad affiancare sia le istituzioni, rafforzando la diplomazia economica, sia le imprese, per le quali gli Stati Uniti restano un mercato imprescindibile».
L’obiettivo è ampliare ulteriormente la rete di relazioni commerciali e creare nuove opportunità per le aziende italiane.

Buyer, degustazioni e turismo del vino
L’edizione 2026 di Vinitaly.USA sarà pensata come una piattaforma di incontro tra produttori e operatori professionali, con un programma che andrà oltre le tradizionali degustazioni.
Accanto alle masterclass dedicate ai vini italiani ci saranno Vinitaly Tourism, dedicato all’incoming enoturistico, gli incontri di wine2wine riservati all’analisi del mercato internazionale e SolExpo, il format di Veronafiere dedicato all’olio extravergine di oliva di qualità. Il tutto accompagnato dalla cucina italiana, per offrire ai buyer un’esperienza completa del Made in Italy.
La presentazione sulla Vespucci è stata aperta dal comandante Nicasio Falica. Sono poi intervenuti Erica Digiovancarlo, direttore coordinatore della rete statunitense di ITA, Stevie Kim, managing director di Vinitaly International, e il presidente Bricolo.
L’incontro si è concluso con una degustazione dei vini proposti dai Consorzi partner dell’iniziativa e dalle aziende della Regione Friuli-Venezia Giulia, protagonisti degli eventi organizzati a bordo della nave scuola.
La missione nordamericana di Veronafiere proseguirà ora in Florida. La prossima tappa sarà Miami, dove Vinitaly.USA verrà presentato a un nuovo gruppo di buyer e distributori americani. In programma anche la masterclass Italy beyond usual suspects, guidata dalla sommelier Jacqueline Pirolo, con una selezione di etichette provenienti da diverse regioni italiane. Un altro passo nella strategia con cui Veronafiere punta a consolidare la presenza del vino italiano negli Stati Uniti.

