(di Francesca Romana Riello) Cybersecurity, le piccole imprese nel mirino: giovedì 16 luglio, alle 17, alla Tenuta Sant’Antonio di Lavagno, organizza l’incontro “Lasceresti aperta la tua azienda? Cybersecurity e gestione del rischio digitale”, rivolto in particolare alle piccole e medie imprese venete, chiamate a digitalizzare processi e attività a una velocità spesso superiore a quella con cui riescono a rafforzare le proprie difese.
Dati, processi produttivi, informazioni sui clienti e know-how aziendale pesano ormai nel patrimonio di un’impresa quanto impianti e attrezzature: anche una piccola azienda, spesso con sistemi di protezione meno strutturati, può diventare bersaglio di un attacco informatico.

Il rischio entra nelle aziende
L’intelligenza artificiale e la digitalizzazione dei processi hanno moltiplicato la quantità di informazioni gestite ogni giorno dalle imprese, e con essa il perimetro da proteggere. Un attacco informatico non si limita più al reparto tecnico: può bloccare l’attività, compromettere dati sensibili, interrompere rapporti con clienti e fornitori, incidere sulla reputazione costruita in anni di lavoro.
«La cybersecurity non è più una questione che riguarda esclusivamente le grandi aziende o gli specialisti del settore informatico, ma rappresenta una sfida quotidiana per tutte le imprese, comprese le piccole e medie realtà che costituiscono il cuore del nostro sistema produttivo», dice Maria Carlesi, presidente di Confimi Industria Veneto. Per Carlesi la capacità di proteggere dati, processi e competenze interne è ormai legata alla competitività e alla continuità operativa dell’impresa.

Cybersecurity, le piccole imprese nel mirino
Le PMI, secondo Confimi, sono oggi le più esposte: la minore disponibilità di risorse e strutture dedicate alla sicurezza informatica le rende bersagli più vulnerabili, mentre gli attacchi si fanno più rapidi e sofisticati.
«Oggi trattare il tema della sicurezza significa parlare di gestione del rischio d’impresa», osserva Domenico Galia, presidente nazionale della Categoria Digitale Confimi Industria, che colloca la protezione informatica tra le scelte strategiche dell’azienda, non solo tecnologiche. Investire in sicurezza digitale, per Galia, significa proteggere il valore dell’impresa e la sua capacità di reagire agli imprevisti. Un tema legato a doppio filo con l’intelligenza artificiale, che apre possibilità di sviluppo ma richiede più attenzione nella gestione di informazioni e strumenti.

Dagli attacchi agli strumenti per difendersi
A moderare l’incontro sarà Raffaele Zanon, presidente di Confimi Apindustria Padova-Rovigo. Il programma affronta il rischio digitale da più prospettive: cybersecurity e intelligenza artificiale applicata alle imprese, ma anche bandi, incentivi e finanziamenti per gli investimenti necessari.
Dopo i saluti della presidente Maria Carlesi, interverranno Matteo Sgaravato, presidente della Categoria Digitale di Confimi Apindustria Verona; Domenico Galia; Andrea Grigoletto, direttore della Fondazione Fenice; Lucilla Lanciotti di Sportello Italia Confimi Industria; Antonello Mendicino dell’Area Bandi e Finanziamenti di Confimi Apindustria Verona; Denis Zendrini di SicurX e Federico Davoli di Logbot.
L’incontro punta a portare il confronto sul piano pratico, partendo da situazioni che le imprese incontrano ogni giorno e dalle misure da adottare prima che un problema diventi un’emergenza. Seguirà un aperitivo, occasione di confronto tra imprenditori, professionisti ed esperti del settore. La partecipazione è gratuita, previa iscrizione.

