Autoriparazione: dal MIT nuove regole per accelerare i richiami e mettere in sicurezza i veicoli coinvolti
(fi.to) Nuovi obblighi per officine di autoriparazione e centri revisione nella campagna di richiamo degli airbag Takata. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha introdotto nuove disposizioni per accelerare la messa in sicurezza dei veicoli interessati, dopo i gravi incidenti registrati in Italia e all’estero.
La direttiva, in vigore dal 17 luglio 2026, affida alla rete dell’autoriparazione un ruolo più attivo nei controlli. Officine e centri revisione diventano infatti veri e propri presìdi di verifica, chiamati a controllare l’eventuale presenza di campagne di richiamo pendenti sui veicoli che accedono alle strutture.
«Il decreto segna un cambio di paradigma per le imprese di autoriparazione», spiega Massimo Speri, presidente di Confartigianato Autoriparazione Verona. Il controllo sui veicoli oggetto di richiamo non riguarda più soltanto le case produttrici, ma diventa una responsabilità condivisa con l’intera rete dell’aftermarket indipendente.
Per le officine, l’obbligo è chiaro: a ogni accesso del veicolo, l’autoriparatore dovrà verificare se esistano richiami Takata ancora aperti, informare il cliente e invitarlo a procedere con la messa in sicurezza.
Procedure più rigide anche per i centri revisione. Prima di avviare le prove strumentali, l’ispettore dovrà accertare l’eventuale presenza di campagne di richiamo. In caso di rischio “stop drive”, potrà scattare il fermo cautelativo immediato. Per i casi classificati come rischio grave, fino al 30 settembre 2026 il veicolo potrà superare la revisione solo se il proprietario presenterà la prenotazione ufficiale per la sostituzione dell’airbag.
Dal 1° ottobre 2026, invece, per i veicoli non ancora risanati l’esito della revisione sarà automaticamente “Ripetere”, con obbligo di nuova revisione entro un mese.
Gli interventi di sostituzione degli airbag dovranno avvenire in regime di totale gratuità per l’utente. Per velocizzare le operazioni, le case costruttrici potranno avvalersi anche dei centri revisione autorizzati privati, purché dotati di autofficina operativa e iscritti alle specialità di meccatronica, carrozzeria e gommista.
Il provvedimento coinvolge inoltre studi di consulenza automobilistica, Motorizzazione e PRA nelle verifiche in caso di trasferimento di proprietà, immatricolazione o importazione del veicolo.
Una misura che punta a intervenire in modo rapido su un problema di sicurezza stradale rilevante, rendendo più capillare il controllo e responsabilizzando l’intera filiera dell’autoriparazione.
