Un esempio edificante alla Chirurgia Pediatrica di Borgo Trento che lancia un raggio di luce sul nostro sistema sanitario
Volentieri pubblichiamo la lettera di due genitori che offrono una testimonianza di ottima sanità. Ottima per la qualità scientifica delle prestazioni e per la preparazione dei medici e degli infermieri. Ottima soprattutto per la qualità umana che ha accompagnato la cura del loro figlio. E’ confortante, fra tante difficoltà e disfunzioni della sanità, poter pubblicare una storia che lancia un raggio di luce sul nostro sistema sanitario proveniente dalla Chirurgia Pediatrica di Borgo Trento diretta dal professor Luca Giacomello.
Gentile direttore,
ci sono momenti nella vita in cui ci si scopre improvvisamente fragili, sospesi tra la paura e la speranza. Attimi in cui tutto può prendere una piega diversa dal previsto, istanti in cui per trasformare un caso in malasanità e malascuola basta davvero poco.. Allo stesso tempo basta un istante per capovolgere tutto e trasformare l’esperienza vissuta in eccellenza. Potremmo raccontarvi la nostra storia in tutti i suoi particolari, ma ci limitiamo all’essenziale.
Vogliamo dar voce alla nostra gratitudine, vogliamo ringraziare e lodare pubblicamente la dottoressa Giambanco della chirurgia pediatrica di borgo Trento per aver curato mente e anima di nostro figlio prima ancora che il corpo. Si è messa in gioco in prima persona dimostrando oltre ad un indiscutibile competenza tecnica, una straordinaria umanità che va ben oltre le aspettative.
Si è mossa lei stessa per contattare la scuola e permettere a nostro figlio di fare gli esami di terza media dall’ospedale senza doverli rimandare troppo. Ha saputo riconoscere le paure di nostro figlio, accoglierle senza giudizio e trasformarle in coraggio. Vedere un medico che si preoccupa a 360 gradi di un ragazzo, che si immedesima con l’età e capisce qual è il suo vero dolore non è una cosa normale, è espressione di superiorità medica assoluta, una figura umana di rara sensibilità .
Il nostro grazie si estende anche alla dott.ssa Cecchetto e al professor Zampieri che hanno assistito nostro figlio in maniera eccellente, collaborando tra professionisti insieme alla dottoressa Giambanco senza mai esitare.
La differenza di questi medici sta nel gesto sincero di commettere l’azione, non nel praticarlo automaticamente.
La loro capacità di ascoltare, di rassicurare con lo sguardo e di spiegare ogni passaggio con estrema chiarezza ha trasformato un percorso difficile in un’esperienza di totale fiducia.
E’ doveroso anche un ringraziamento agli infermieri e al personale del reparto. Ognuno di loro si è preso cura di nostro figlio non solo come “paziente”, ma come persona, con una gentilezza, una pazienza e un sorriso che non dimenticheremo mai.
Un altro ringraziamento particolare lo vogliamo fare ai professori della 3G della scuola media Canuti di Parona, in modo particolare alle professoresse Bertoncelli, Compri, Gardoni, Lombardi e al professor Comencini che si sono sempre dimostrati attenti e vicini a Riccardo. Sentire la considerazione da parte dei professori, vedere che l’interesse umano supera l’interesse scolastico e sapere che ci sono professori che investono il loro tempo per dedicarsi ad un alunno in ospedale, crea un’eccellenza scolastica totale.
Ricevere richieste di aggiornamento sulla salute di nostro figlio la sera o la mattina presto, significa che nonostante tutto la scuola è ancora fatta di persone che hanno un cuore grande e interesse vero per i ragazzi. Doveroso ringraziare allo stesso tempo anche i professori della scuola in ospedale che hanno aiutato Riccardo nella preparazione degli esami e nello svolgimento degli stessi direttamente dalle stanze della chirurgia pediatrica.

Concludo ringraziando ancora una volta la dottoressa Giambanco, vera forza sempre presente durante il ricovero per Riccardo. Nei momenti più difficili di nostro figlio l’unica soluzione era vederla entrare dalla porta: lo guardava sempre sorridente, gli faceva domande, gli dava risposte, si metteva vicino a lui e molto chiaramente e con una tranquillità contagiosa spiegava a Riccardo cosa sarebbe successo nelle ore seguenti, poi gli ridava appuntamento e non ne ha mai saltato uno, anzi! A volte per altre urgenze tardava, ma se pur in velocità il tempo per passare a fargli un saluto lo trovava sempre. Grazie a lei è tornato a sorridere e da quando l’ha incontrata non smette più di essere felice.
Quando la vita ti fa incontrare persone speciali è difficile poi doverle lasciare, fosse per nostro figlio andrebbe tutti i giorni a salutare la “sua” dottoressa all’ospedale. Per tutte le persone sopra citate, il lavoro non è solo una professione, è una vera e propria missione quotidiana.
In un momento storico in cui spesso si sente parlare solo di ciò che non funziona, la nostra esperienza testimonia una sanità e una scuola d’eccellenza, fatta di scienza, cuore e dignità, non tirandosi mai indietro, anche quando sarebbe stato possibile farlo.
Grazie per aver ridato la salute e il futuro a nostro figlio. Con immensa e immutata stima,
Cecilia Mastella e Manuel Grava
