Le lenti intraoculari ICL rappresentano oggi una delle principali alternative alla chirurgia laser per correggere miopia, astigmatismo e ipermetropia, offrendo una soluzione particolarmente indicata per i pazienti che non possono sottoporsi al trattamento laser.
A fare il punto sulle più recenti possibilità offerte dalla chirurgia refrattiva è il dottor Guido Prigione, direttore dell’Unità Operativa di Oculistica dell’Ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda, che sottolinea come oggi la scelta della tecnica debba essere personalizzata sulle caratteristiche di ogni paziente.
«La chirurgia refrattiva oggi non consiste nello scegliere sempre il laser, ma nell’individuare la tecnica più sicura e adatta per ogni singolo paziente», spiega Prigione. La decisione, infatti, nasce da una valutazione approfondita dell’occhio che comprende l’analisi della cornea, del film lacrimale, della pupilla e degli altri principali parametri anatomici.
Se nelle miopie lievi e in presenza di una cornea con caratteristiche favorevoli il laser rappresenta spesso una soluzione efficace, nelle miopie più elevate o nei pazienti con cornee sottili, irregolari o già indebolite, come nel cheratocono, le lenti ICL costituiscono una valida alternativa.
«Il nostro obiettivo è sempre individuare la soluzione più sicura, garantendo il miglior equilibrio tra sicurezza e qualità della visione», evidenzia lo specialista.

Le lenti ICL vengono impiantate attraverso una micro-incisione e posizionate tra iride e cristallino, senza modificare la cornea né rimuovere tessuto oculare. Si tratta di una procedura mini-invasiva che preserva l’anatomia naturale dell’occhio e che, a differenza della chirurgia laser, consente di rimuovere o sostituire la lente qualora in futuro fosse necessario.
Secondo Prigione, uno dei principali vantaggi di questa tecnica è proprio la possibilità di conservare le strutture naturali dell’occhio. «Con le ICL aggiungiamo una piccola lente all’interno dell’occhio senza alterarne le strutture. Se necessario, la lente può essere rimossa o sostituita, riportando l’occhio alla condizione precedente all’intervento», spiega.
Tra i punti di forza della procedura vi è anche il rapido recupero visivo. Molti pazienti, infatti, riferiscono un miglioramento della qualità della visione già dal giorno successivo all’intervento, con immagini più nitide e definite.
«Nelle miopie moderate o elevate le ICL rappresentano oggi una soluzione estremamente affidabile che permette di correggere il difetto visivo preservando l’integrità dell’occhio», conclude il direttore dell’Oculistica del Pederzoli, ricordando che ogni trattamento deve essere valutato caso per caso attraverso una visita specialistica.

