(di Gianni Schicchi) L’annunciata stagione del Teatro Ristori 2026-27 si articolerà in nove rassegne: in programma dal 27 ottobre al 30 aprile. Tra le novità, il ritorno della Prosa, il rilancio dei Calici di Jazz e un Ristori Baroque Festival completamente rinnovato. La quinta edizione di quest’ultimo (non si conoscono ancora le date dei concerti) si aprirà con un interprete famosissimo, tra i massimi interpreti mondiali della musica antica: Jordi Savall, presente assieme con una delle sue celebri orchestre, Le Concert des Nations. Sarà l’unico concerto al Ristori, mentre tutti gli appuntamenti successivi si svolgeranno nello Spazio San Pietro in Monastero. Una scelta che valorizzerà le qualità acustiche e il fascino di uno dei luoghi storici più suggestivi della città. Il programma del Festival barocco proseguirà con altri famosi interpreti, come il gruppo di fiati Zefiro, l’Ensemble Locatelli, il Seicento Stravagante, la violinista Elisa Citterio, il direttore Alessandro De Marchi e naturalmente I Virtuosi Italiani.

jordi sawall jpeg

Le Concert des Nations è una delle tre orchestre create da Sawal nel 1989 prendendo il nome dall’omonima opera di François Couperin. L’ensemble si avvale della collaborazione di importanti musicisti del panorama europeo: Ton KoopmanAndrew Lawrence-King e Fabio Biondi, ponendosi come obiettivo le opere dei grandi musicisti europei secondo un’interpretazione rinnovata, ma seguendo una prospettiva storica rigorosa. L’orchestra ha eseguito prime incisioni di musiche scritte per l’orchestra di Luigi XIII, nonché opere di Marc-Antoine CharpentierBachVivaldi e la raccolta completa delle suites di Marin Marais.

L’Ensemble Zefiro si è formato invece nel 1989, per opera degli oboisti Alfredo Bernardini, Paolo Grazzi e del fagottista Alberto Grazzi; un complesso con organico variabile, specializzato in quel repertorio del Settecento in cui i fiati hanno un ruolo di primo piano. In questi ultimi anni lo Zefiro è diventato un punto di riferimento in ambito internazionale, per il repertorio di musica da camera del ‘700 e ‘800 con strumenti d’epoca. I suoi fondatori, insegnanti nei Conservatori di Amsterdam, Barcellona, Mantova, Verona, Milano, sono considerati tra i più validi esecutori nell’ambito della musica antica e apprezzati solisti di famose orchestre. 
L’Ensemble Locatelli è stato fondato nel 2014 da Thomas Chigioni ed è un’orchestra barocca su strumenti storici con sede a Bergamo. Una formazione che si pone in controtendenza al periodo di crisi della cultura in Italia, riuscendo a proporre in maniera costante prodotti di alta qualità e in maniera completamente autonoma, incrementando il livello delle proposte culturali e il numero di performances di anno in anno. Il nome dell’ensemble è un omaggio al grande compositore e virtuoso bergamasco dell’epoca barocca Pietro Antonio Locatelli, del quale proprio nel 2014 ricorse il 250° anniversario della morte. Nel 2024, a suggellare i primi 10 anni di attività, è stato creato anche l’Ensemble Vocale Locatelli, formazione parallela con cui esplorare il ricchissimo e sterminato repertorio vocale barocco.

Un altro ensemble notissimo è il Seicento Stravagante formato da David Brutti al cornetto e Nicola Lamon, all’organo e al clavicembalo. Una formazione che ha debuttato nel giugno 2018 in tre concerti acclamati da critica e pubblico nella basilica di San Vitale in occasione del Ravenna Festival. Da allora l’ensemble si esibisce regolarmente nei principali festival organistici e di musica antica. Seicento Stravagante è inoltre attivo nella valorizzazione del patrimonio storico organistico, utilizzando i più prestigiosi organi rinascimentali e barocchi. A tale attività, si affiancano validi musicisti specializzati nel repertorio del ‘600 italiano con cui l’ensemble esegue programmi e progetti fra i più articolati, volti alla valorizzazione del repertorio e del virtuosismo strumentale delle corti italiane a cavallo tra 500’ e 600’.

Nel programma barocco del Ristori ci sarà pure spazio per qualche solista di vaglia. Sarà il caso della violinista bresciana Elisa Citterio, che il direttore artistico Alberto Martini, di stanza al Conservatorio bresciano, ha scelto di persona. Una violinista che da giovanissima ha vinto numerosi concorsi solistici, da camera e borse di studio in concorsi internazionali e che in parallelo ha approfondito la prassi esecutiva, dal barocco al romanticismo, seguendo un approccio storicamente informato con noti insegnanti. Nel 2004 e fino al 2016 Elisa Citterio è stata nell’orchestra del Teatro alla Scala che ha poi abbandonato solo dopo aver vinto il concorso come direttore musicale dell’Orchestra Tafelmusik di Toronto in Canada. Elisa Citterio viene invitata a ricoprire il ruolo di violino di spalla e prima parte da molti ensemble ritenuti fra i più importanti per il repertorio barocco in tutto il mondo, fra cui Europa Galante, Il Giardino Armonico, l’Accademia Bizantina, l’Ensemble Zefiro, l’Ensemble 415, il Concerto Italiano, il Balthassar Ensemble, la Kammerorchester Basel, la Seattle Symphony, Il Pomo D’Oro. Insegna in numerosi masterclass in Svizzera ed in Italia. Nel novembre 2024 Elisa Citterio prende servizio come docente di violino e viola barocchi al Mozarteum di Salisburgo. 

Altro interprete di lusso al Festival barocco del Ristori è il maestro Alessandro De Marchi (guiderà i Virtuosi Italiani), affermato conoscitore della prassi esecutiva con orchestre sia di strumenti antichi che moderni, il cui repertorio spazia dal barocco a Mozart, Haydn e ai loro contemporanei fino al belcanto. In queste ultime stagioni Alessandro De Marchi ha diretto al Concertgebouw di Amsterdam con la Netherlands Radio Chamber Philharmonic, alla Staatsoper di Amburgo, con una nuova produzione di Iphigenie in Tauride di Gluck, a Innsbruck, all’Opera di Oslo, alla Semperoper di Dresda, al Teatro San Carlo di Napoli, alla Fenice di Venezia, al Regio di Torino. Dal 1998 Alessandro De Marchi è direttore principale dell’Academia Montis Regalis con cui ha realizzato numerosi concerti di musica barocca e classica al Théâtre des Champs Elysées di Parigi, al Bologna Festival, alla Società del Quartetto di Milano, al Festival di Musica antica di Innsbruck, alla Wigmore Hall di Londra