( p.d.) Se a distanza di oltre 40 anni la morte di Osvaldo Bagnoli ha suscitato tra i veronesi una partecipazione ed una commozione di cui è difficile trovare l’eguale andando indietro con la memoria anche di molti decenni, qualcosa vorrà pur dire. Di lui in questi giorni è stato detto e scritto di tutto e di più. Inutile ripetere.
Quello che però vale la pena di fare è di capire perché.
Bagnoli è amato e apprezzato perché è stato l’artefice di un’impresa sportiva unica: far vincere il massimo campionato di calcio ad una squadra ‘provinciale’, fuori dal giro delle grandi società, con mezzi limitati. Lo scudetto nel 1985 è stato un miracolo sportivo. Non solo.
Quello che s’è visto 40 anni dopo dimostra che quell’impresa ha dato ai veronesi l’orgoglio di essere una comunità. Il merito è di Bagnoli, dei suoi ragazzi, di Chiampan, di Guidotti, di Mascetti. Ma anche chi non ha fatto niente di più che tifare o semplicemente ha vissuto da spettatore quella gioia collettiva ha percepito l’identità veronese come un valore. Anche quelli che il calcio non gli interessa.
Ridare a Verona identità e orgoglio. Come ha fatto Bagnoli
Già, l’identità. E’ questo il punto. Fare un’altra impresa come quella di Bagnoli sarà quasi impossibile. Ma riprendere in mano la città e il suo territorio per ridare ai veronesi il senso, se non l’orgoglio dell’identità, dev’essere il primo obiettivo della classe dirigente. E’ ai politici ed agli imprenditori che spetta questo compito.
I segnali finora non sono incoraggianti. Nessuno dei grandi industriali veronesi s’è sentito in dovere di prendere in mano l’Hellas, che oggi è ‘americano’. Negli ultimi anni Verona ha perso degli asset importanti ed è tenuta ai margini della regione e politicamente conta decisamente poco.
L’anno prossimo sarà cruciale: ci saranno le elezioni comunali e anche quelle politiche. Sarà allora importante che chi si proporrà per la guida della città e come rappresentante in Parlamento s’impegni a ridare a Verona l’orgoglio di essere una comunità che vince. Quello che ha fatto Bagnoli può essere un esempio da imitare
