(Angelo Paratico) L’entrata trionfale a cavallo del Kaiser Guglielmo II a Gerusalemme, il 31 ottobre 1898, allora parte dell’impero ottomano, provocò uno shock in Europa. Era il primo capo di Stato europeo a visitarla dai tempi delle Crociate. Ma la sua arroganza la si notò subito dal fatto che fece aprire un varco nelle mura della Città Vecchia solo perché il suo elmetto a punta non passava attraverso la Porta di Jaffa.
Il suo arrivo cambiò le carte in tavola negli assetti mondiali: anche gli inglesi, i francesi e i russi avevano stabilito una discreta presenza a Gerusalemme per esercitare influenza sull’Impero ottomano, nell’ambito delle loro rivalità. Ma Guglielmo non voleva solo l’influenza, voleva costruire un impero che includesse la Turchia e la Terra Santa. Con il suo ingresso a Gerusalemme aveva messo in moto il mostruoso meccanismo che di malinteso in malinteso porterà alla Prima guerra mondiale. Nel 1903 ottenne il diritto di costruire una ferrovia da Berlino a Baghdad, estendendo così il potere tedesco più in profondità.

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Nel 1915, con l’entrata in guerra della Bulgaria e l’invasione della Serbia, i tedeschi ebbero accesso al Bosforo e l’Inghilterra si sentì minacciata. La Turchia, dal Canale di Suez, tentò di occupare l’Egitto, ma fu respinta dal generale Murray nell’agosto 1916; nuovi attacchi nel marzo 1917, con obiettivo Gaza, a quel tempo una città fortificata, vennero respinti da turchi e tedeschi, comandati da Gemal pascià e da Kress von Hessensteyn. Le cose si misero male per gli inglesi che decisero l’invio del generale Allenby e di contingenti italiani e francesi, con australiani e neozelandesi.

Nell’aprile del 1917 vi fu una trattativa segreta fra gli alleati, a San Giovanni di Moriana, un comune di settemila abitanti che si trova nella Savoia francese. L’Italia ottenne possedimenti in Asia Minore dopo la guerra, ma l’accordo venne ignorato dopo la guerra.

Il contingente italiano, chiamato Corpo di spedizione italiano in Palestina, arrivò nel maggio 1917. Era costituito da una compagnia di bersaglieri e una sezione di carabinieri: (11 ufficiali, 444 uomini di truppa e 46 quadrupedi) comandati dal tenente colonnello Francesco D’Agostino. Il 13 giugno il nostro contingente partiva per Rafas per presidiare una ferrovia. Nel settembre 1917 passò sotto il comando del generale Watson e con reparti indiani prese d’assalto Gaza. Il 7 novembre 1917 il generale Allenby ordinò l’offensiva su Gaza. Anche una compagnia del Distaccamento italiano prese parte alla terza battaglia di Gaza inquadrata nella XX Composite Force insieme all’Imperial Service Cavalry, alla 20ª brigata indiana di fanteria (Patiala-Gwalior e Alwar) e a sei compagnie del contingente francese.

Gli italiani difesero valorosamente il saliente di Khan Yunis. Il fronte delle forze turco-tedesche si ritirò in rotta, lasciando aperta agli Alleati la via per Gerusalemme. Il 6 dicembre un reparto composto da venticinque bersaglieri, venticinque carabinieri e i due rispettivi ufficiali partì alla volta della Città Santa, dove Allenby, per rispetto al luogo, smontò da cavallo, entrando a piedi la mattina dell’11 dicembre, affiancato dal comandante D’Agostino e dall’omologo francese De Piépape. Nella città santa i carabinieri reali furono impiegati nei servizi di guardia e di polizia militare. Il 9 dicembre 1917 Allenby con delle brillanti manovre costringeva i turco-tedeschi a sgomberare Gerusalemme, dopo sette secoli di controllo turco.

General Allenby
Allenby

Il generale Allenby, ai piedi della gradinata di Davide, affiancato dal nostro colonnello D’Agostino e dal colonnello francese Piépape, dava lettura del comunicato di liberazione. Continuò la guerra di frizione, finché il colonnello D’Agostino il 22 luglio 1918 venne sostituito dal colonnello Gustavo Pesenti.

Il 19 settembre 1918 Allenby entrava a Damasco, poi a Beirut e il 26 settembre ad Aleppo, e sui minareti sventolavano il nostro tricolore con la bandiera britannica e quella francese. Il 31 ottobre la Turchia si arrese e l’Italia rinunziò all’invio di altri 6000 uomini.    

La forza del contingente italiano oscillò fra i 2000 e i 3000 soldati e la base fu a Port Said. Allenby ebbe parole lusinghiere per i nostri soldati e i nostri ufficiali, notando che seppur in piccolo numero si erano comportati molto bene.

Italian Troops in Palestine 1
Bersaglieri accampati davanti a Gaza