(Giorgio Massignan*) L’acqua, il cosiddetto oro blu, l’elemento fondamentale per la vita sulla terra, si sta esaurendo.  

Il mutamento climatico sta modificando il ciclo idrologico globale, trasformando l’acqua da risorsa rinnovabile a risorsa sempre più insufficiente.  

Si stanno verificando: piogge meno frequenti ma più potenti che diventano delle vere e proprie bombe d’acqua; l’evaporazione del suolo e dei bacini idrici che diminuiscono l’umidità del terreno anche quando piove; un terreno secco, quasi impermeabile dopo un lungo periodo senza precipitazioni, non più in grado di assorbire grandi quantità d’acqua in poco tempo, che favorisce le alluvioni anziché permettere la ricarica delle falde acquifere.

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Ma, la crisi dell’acqua è dovuta a precise responsabilità dell’uomo che ha provocato: la crescita della CO2 nell’atmosfera, l’effetto serra e, conseguentemente, l’aumento della velocità dei cicli e dei cambi climatici che, in pochi anni, hanno causato il calo delle nevicate e il ritiro dei ghiacciai a causa dell’aumento della temperatura, provocando una drammatica diminuzione delle riserve idriche naturali che alimentano i corsi d’acqua durante la primavera e l’estate; le conseguenti inondazioni e le frane facilitate anche dai continui disboscamenti e dalle impermeabilizzazioni con cemento e asfalto del suolo, che favoriscono lo scorrimento veloce delle acque, anziché assorbirle; i consumi eccesivi di acqua; l’inquinamento delle falde; la cattiva gestione delle infrastrutture e la mancata manutenzione delle reti idriche che sta causando uno spreco di oltre il 40%. 

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Le conseguenze sono estremamente gravi e toccano la stessa esistenza della vita sul pianeta.  Per il momento, quelle che noi percepiamo sono: il cambio climatico con un innaturale aumento della temperatura; la diminuzione dei raccolti in agricoltura e il calo della fertilità dei suoli, con il ricorso ai fertilizzanti chimici; la perdita della biodiversità negli ecosistemi di acqua dolce a causa del cuneo salino che dal mare risale i fiumi, provocando la salinizzazione delle falde costiere e un preoccupante calo della produzione idroelettrica.

Come recuperare e risparmiare l’acqua

Che fare?      
In poco tempo sarebbe impossibile bloccare il rilascio di Co2 nell’atmosfera e interrompere l’aumento della temperatura ma, fin da subito, si potrebbe intervenire per tutelare l’acqua.  Sarebbe indispensabile realizzare degli invasi per l’accumulo dell’acqua e favorire un’intensa riforestazione per trattenerla nei suoli.
Parallelamente, si dovrebbe vietare il taglio dei boschi e delle aree piantumate per permettere la messa a dimora dei vigneti e altre colture o per costruire nuovi volumi di cemento.

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Dove possibile, sarebbe opportuno depavimentare le aree asfaltate e cementificate, oltre ad abbattere i volumi edilizi fatiscenti e inutilizzati, per destinare a verde tutte quelle zone.
Sarebbe quindi indispensabile e irrimandabile intervenire sulle reti idriche; recuperare le acque piovane per gli usi domestici; in agricoltura utilizzare, dove possibile, i sistemi a goccia e, in previsione di periodi di siccità, selezionare le colture più adatte.

Soprattutto, risulta indifferibile modificare il nostro modello alimentare.  Il consumo di carne è eccessivo e la sua produzione, basata soprattutto sugli allevamenti intensivi, sottrae acqua dolce prelevata dall’ambiente per irrigare i mangimi e gestire i reflui. Per produrre un chilo di carne bovina si consuma circa 15.400 litri di acqua.

Soprattutto, si dovrebbe modificare il metodo e i contenuti della pianificazione del territorio, ora basata sul valore immobiliare delle aree. 

Nei piani urbanistici si dovrebbero privilegiare: A) i sistemi della mobilità non inquinanti; B) la tutela di tutti i fiumi, i torrenti, i ruscelli, i rivoli, i canali che forniscono un gradevole microclima e, dove possibile, riportare in superficie i vari corsi d’acqua intubati e interrati negli anni scorsi; la salvaguardia di tutte le aree non cementificate per poterle piantumare; la piantumazione di alberi ad alto fusto in fianco ai viali e alle strade; la creazione di ampie zone boscate e di un sistema di parchi urbani collegati tra loro. 

*Pres. Verona Polis