(di Francesca Romana Riello) Per la Sagra di San Lorenzo, il Comune di Pescantina e gli organizzatori della manifestazione hanno portato la cena ai residenti dell’Oasi di Gina e Enrico di Settimo e alle persone seguite dall’Associazione San Vincenzo.
Nel menù uno dei piatti preparati in questi giorni per la Sagra: risotto alla pesca e pancetta, cucinato da Andrea Miglioranza, impegnato nella gestione delle cucine della manifestazione. Il risotto destinato alle due realtà del territorio è stato poi consegnato direttamente nel corso della serata.
A distribuirlo sono stati Cecilia Zermiani e Alessandro Salvetti dell’associazione AS Next, insieme ai rappresentanti dell’amministrazione comunale guidati dal sindaco Aldo Vangi. Con loro non c’era solo la cena da portare: la serata è proseguita tra tavola e chiacchiere insieme agli ospiti.

Il risotto della Sagra portato a Settimo
La prima tappa è stata all’Oasi di Gina e Enrico di Settimo, dove il risotto è stato offerto ai residenti. Poi l’iniziativa ha coinvolto anche l’Associazione San Vincenzo, da anni presente sul territorio con le proprie attività di sostegno.
L’idea è nata nei giorni della festa patronale, quando Pescantina si ritrova attorno alla Sagra di San Lorenzo. Una ricorrenza che richiama ogni anno residenti e visitatori e che, questa volta, gli organizzatori hanno voluto portare anche fuori dagli spazi della manifestazione.
Il risotto alla pesca e pancetta è uscito dalle stesse cucine impegnate durante la Sagra, preparato da chi in queste giornate lavora dietro le quinte per servire chi partecipa alla festa.
San Lorenzo, la festa arriva anche a chi non può esserci
Non chiedere alle persone di raggiungere la festa, ma portare la festa da loro: è questa l’idea dietro l’iniziativa promossa dagli organizzatori insieme al Comune.
Organizzatori e amministratori hanno trascorso parte della serata con gli ospiti delle due realtà. Il tempo di distribuire i piatti, sedersi, parlare e trasformare quella che poteva essere una semplice consegna in una cena fatta insieme.
La scelta è stata quella di coinvolgere anche chi difficilmente avrebbe potuto raggiungere gli spazi della Sagra, facendo entrare per una sera la festa in due realtà che fanno parte della vita quotidiana del territorio.
Una festa che esce dalla piazza
Oasi di Gina e Enrico e San Vincenzo sono diventate così, per una sera, altre due tappe della Sagra, lontane dai tavoli e dagli spazi nei quali si svolge il programma ma dentro la stessa festa.
A fare da collegamento è bastato un piatto di risotto, preparato nelle cucine della manifestazione e portato direttamente agli ospiti. Un gesto semplice, senza grandi cerimonie, che ha permesso di allargare la festa anche a chi non poteva essere presente.
Per gli organizzatori e per l’amministrazione comunale è stato un modo per ricordare che una festa di paese non finisce necessariamente dove finiscono i suoi tavoli.
Per una sera, San Lorenzo non ha aspettato che tutti arrivassero alla Sagra. È stata la Sagra ad andare da loro.

