Tecnologia e lavoro di squadra all’ospedale Magalini
L’Ospedale di Villafranca si conferma un punto di riferimento per la chirurgia ad alta complessità, in particolare per quella epatica, grazie al rafforzamento dell’organico, alle tecnologie più avanzate e a un modello di cura basato sulla collaborazione tra Chirurgia Generale, Gastroenterologia, Sale Operatorie, Anestesia e Terapia Intensiva.
Nell’ultimo mese il “Magalini” ha gestito con successo diversi casi complessi. Tra questi, l’asportazione di un raro tumore epatico di 15 centimetri, che occupava metà del fegato e ha richiesto una lobectomia, e una resezione laparoscopica su un paziente di 90 anni con una lesione cistica epatica di circa 20 centimetri che comprimeva lo stomaco e gli impediva di alimentarsi. In entrambi i casi il decorso è stato positivo.
Per la chirurgia epatica vengono utilizzate tecniche mininvasive avanzate, tra cui ecografia intraoperatoria, coledoscopia transcistica e mappatura delle lesioni con verde indocianina. Anche nella chirurgia colo-rettale vengono impiegate metodiche innovative, come la chirurgia mininvasiva transanale TAMIS.
«L’atto chirurgico non è mai la prestazione di un singolo operatore, ma il risultato di un’integrazione coordinata di più competenze sanitarie», sottolinea il direttore della UOC Chirurgia Generale, Luca Bortolasi, evidenziando il ruolo centrale della sicurezza e della comunicazione con il paziente.
Fondamentale anche il contributo dell’Anestesia e Rianimazione, con tecniche avanzate e monitoraggio continuo in sala operatoria e Terapia Intensiva. «Competenza, collaborazione e capacità di innovare possono tradursi concretamente in maggiore sicurezza e qualità dell’assistenza», evidenzia il direttore della UOC, Filippo Righetti.
Il modello del “Magalini” punta quindi su multidisciplinarietà, innovazione e crescita professionale, con l’obiettivo di offrire cure sempre più sicure e personalizzate e di attrarre nuovi professionisti sanitari.
