(di Francesca Romana Riello) I quiz diventano teatro:debutta il 25 settembre al Teatro Remondini di Bassano del Grappa “A domanda rispondo”, il nuovo spettacolo prodotto da Fondazione Aida e tratto dal libro omonimo di Armando Vertorano, “domandiere” dei quiz televisivi italiani. La tournée toccherà anche il Veronese, con date il 2 ottobre al Teatro San Zenone di Minerbe e il 5 dicembre al DIM Teatro Comunale di Castelnuovo del Garda.

Sul palco Stefano Colli, diretto da Andrea de Manincor, interpreta il mestiere che Vertorano svolge da quasi vent’anni dietro le quinte dei principali game show italiani: quello di chi costruisce le domande, dai pionieri Lascia o raddoppia? e Rischiatutto fino ai quiz di oggi.

Dietro le quinte delle domande

«Quando fui assunto nella redazione di un quiz televisivo, la cosa che proprio non andò giù a mio padre era che non c’era una parola immediata per definirlo», racconta Vertorano. Avvocato, ingegnere, medico: mestieri che non hanno bisogno di spiegazioni. “Domandiere”, invece, sì.

Dietro una domanda apparentemente semplice c’è un lavoro che ha poco a che fare con il prendere un’enciclopedia e trasformarne una pagina in un’interrogazione. Una domanda televisiva deve contenere una nozione, ma soprattutto deve incuriosire. «Non deve mai essere troppo nozionistica, non deve essere un’interrogazione, perché altrimenti si perde quel senso di intrattenimento», spiega Vertorano.

Chiedere quanto sia alta la Torre di Pisa può bastare per una verifica a scuola. In televisione, invece, la stessa informazione diventa altro: quanti Francesco Totti servirebbero per arrivare fino alla cima? Sta qui il mestiere del domandiere: cercare nella realtà qualcosa che possa diventare gioco.

«Mentre tutti cercano risposte, noi cerchiamo le domande. Per noi la risposta non è il punto di arrivo, ma il punto di partenza».

I quiz diventano teatro
Armando Vertorano

I quiz diventano teatro

Da Lascia o raddoppia? a Rischiatutto, il quiz ha accompagnato buona parte della storia della televisione italiana. Conduttori, studi, premi e ritmo dei programmi sono cambiati nel tempo, e con loro anche le domande: quello che si chiedeva a un concorrente negli anni Cinquanta o Sessanta dice qualcosa dell’Italia di allora, così come quello che si chiede oggi racconta il nostro presente.

“A domanda rispondo” non è la semplice trasposizione teatrale di un libro: il testo diventa il punto di partenza per un vero game show sul palcoscenico, con il pubblico coinvolto direttamente tra domande, improvvisazioni, proiezioni e momenti di gioco. «La quarta parete, di fatto, è già rotta», osserva Vertorano.

Il regista Andrea de Manincor ha lavorato su due piani del racconto: da una parte la memoria collettiva di un mondo televisivo con cui sono cresciute generazioni di italiani, dall’altra una riflessione più personale sul significato del domandare.

I quiz diventano teatro
Armando Vertorano

Quando entra in scena l’intelligenza artificiale

C’è poi una presenza più recente rispetto ai grandi quiz del passato: si chiama Enza ed è un’intelligenza artificiale in voce off che dialoga con il protagonista durante lo spettacolo. L’idea nasce da una domanda che negli ultimi anni Vertorano si è sentito rivolgere spesso: con l’arrivo dell’intelligenza artificiale, un mestiere come quello del domandiere rischia di scomparire?

Invece di cercare una risposta definitiva, l’autore ha portato la questione direttamente sul palco: il confronto tra uomo e macchina diventa parte del gioco, senza trasformarsi in una lezione sul rapporto tra creatività e tecnologia.

«Il quiz è rimasto uno dei pochi rituali collettivi che ancora ci uniscono», osserva Stefano Colli.

Dopo il debutto di Bassano del Grappa, la tournée proseguirà il 26 settembre a Padova, il 27 settembre a Bologna, il 2 ottobre a Minerbe, il 21 novembre a Borgo Mantovano e il 5 dicembre di nuovo nel Veronese, al DIM Teatro Comunale di Castelnuovo del Garda.

I quiz diventano teatro
Armando Vertorano