(di Francesca Romana Riello) Venerdì 28 agosto, alle 20.30, il chiostro del Conservatorio di Verona ospita il concerto conclusivo della seconda edizione di “Bass is Best”, progetto internazionale che riunisce in città giovani musicisti e docenti provenienti da tredici conservatori italiani ed europei. Sul palco 47 contrabbassisti, non nascosti in fondo all’orchestra ma in prima fila, protagonisti assoluti della serata.

Togliere il contrabbasso dal ruolo che tradizionalmente occupa nell’orchestra e costruire un intero concerto intorno alle sue possibilità: è il punto di partenza del progetto. A dirigere l’ensemble sarà il maestro Fabio Serafini. L’ingresso è libero.

Da Trento a Verona

“Bass is Best” arriva a Verona dopo la prima edizione ospitata dal Conservatorio di Trento, dove il progetto è nato per iniziativa del fondatore, il maestro Massimiliano Rizzoli. Il successo di quell’esperienza ha portato alla seconda edizione, affidata questa volta al Conservatorio veronese.

Il contrabbasso è lo strumento ad arco più grande dell’orchestra e quello capace di raggiungere i suoni più gravi. Nella sezione degli archi ne costituisce la base, spesso lontano dai riflettori, a dare profondità e corpo all’insieme. Nel concerto di venerdì cambia posizione: diventa voce principale, moltiplicata per quarantasette, in una massa sonora costruita su strumenti uguali ma affidati a musicisti diversi per formazione, provenienza ed esperienza.

Il lavoro di questi giorni mette insieme studenti e insegnanti di scuole musicali diverse, chiamati a studiare, provare e suonare fianco a fianco prima dell’appuntamento di venerdì sera.

Bass is Best, il contrabbasso si prende la scena

Bass is Best, il contrabbasso si prende la scena

L’iniziativa rientra nel programma Erasmus BIP, Blended Intensive Programme, che permette agli studenti degli istituti europei di lavorare insieme in un percorso intensivo di formazione e scambio. A Verona sono arrivati studenti e docenti da sette conservatori stranieri: Braga in Portogallo, Vigo, Jaén, León e A Coruña in Spagna, Augsburg in Germania e Sofia in Bulgaria. A questi si aggiungono i musicisti di sei conservatori italiani: Bolzano, Cesena, Modena, Trento, Udine e Verona.

Tredici istituzioni si ritrovano per alcuni giorni attorno a uno strumento che raramente ha occasioni di questo genere: mettere insieme quasi cinquanta contrabbassi cambia già, da solo, le proporzioni abituali di un’orchestra.

Quarantasette giovani, tredici conservatori

I ragazzi arrivati a Verona hanno studiato lo stesso strumento in città e Paesi diversi, con insegnanti, metodi e percorsi non necessariamente comuni. Per qualche giorno confluiscono in un unico gruppo, condividendo prove, correzioni e la ricerca di un suono comune.

Il risultato di questo lavoro arriverà davanti al pubblico venerdì sera. Il concerto inizierà alle 20.30 nel chiostro del Conservatorio, con ingresso libero. Sul palco resteranno loro, i quarantasette giovani musicisti, con uno strumento che per una sera non avrà nessuno davanti a sé.