(Claudio Beccalossi) Il sito dietro le quinte, tanto per non cambiare, ha aspetti desolanti, occultati, per forza di cose costruttive, da eventuali sguardi indiscreti di chi vi passa sopra.
In quel tratto angusto e trascurato difficilmente capita qualcuno intenzionalmente, a parte gli operatori di Lunardi Autotrasporti.
Un tizio alternativo deve finirci per caso o proposito, anche perché l’asfalto s’interrompe lì, davanti a recinzioni della linea ferrata Verona-Bologna.

Sotto il cavalcaferrovia di strada di Ca’ Brusà (tra via Vigasio e strada La Rizza)sussistono cenciose condizioni generali che non fanno demordere l’assistenzialismo alla colonia felina presente nel circondario del casello ferroviario in disuso.
Quell’ambito appartato fa pure campare nidiate di colombi, è deturpato da detriti e rifiuti vari, annota alcune reti di recinzione divelte, assiste a vegetazione spontanea in espansione, così come l’edera senza intralci o potatura (priva, cioè, di tentativi di contenimento della crescita vigorosa che limiti od eviti la sua proliferazione).

Gli esterni del casello lasciato a se stesso sono invasi da rampicanti e graffiti di dubbio gusto rimangono intoccabili sui piloni (o pile) che reggono l’impalcato.
Nell’ultima campata protezionisti fattivi hanno approntato una specie di B&B gattaro, ovviamente gradito dagli interessati. Su vari pallet in legno, infatti, è stato allestito un punto alimentare continuamente sostentato, con ciotole riempite fino al colmo di croccantini ed altre con preziosa acqua.
Al centro i premurosi gattofili hanno inserito una specie di spazio wellness, benessere, a disposizione dei loro assistiti, mici randagi.
Gli… Aristogatti ringraziano…

