E’ il Summer Branch Drop. E allora che si fa? Li tagliamo tutti?
(o.a.) L’assessore Federico Benini è uno di quelli che non si nascondono. Quando lo criticano o mettono in dubbio il suo operato esce allo scoperto e ci mette la faccia. Attaccato da più parti per la grande quantità di alberi abbattuti, l’assessore al Verde pubblico ha portato una nuova spiegazione che va addirittura oltre le famose perizie esibite per giustificare i tagli.

E’ la teoria del Summer Branch Drop con cui si spiega la rottura improvvisa e imprevedibile di una grossa branca di un albero durante le giornate estive più calde e in assenza di vento. Fenomeno che può interessare alberi adulti di grandi dimensioni, anche perfettamente sani, e trova origine nello stress termico e idrico a cui la pianta è sottoposta: nelle giornate più calde l’albero assorbe rapidamente grandi quantità d’acqua, alterando l’equilibrio interno del legno e provocando cedimenti improvvisi.

Noi e gli alberi
Inutile dire che questi cedimenti sono pericolosi. Il grosso ramo che crolla a causa del Summer Branch Drop può cadere in testa a qualcuno o sfondare il tetto di qualche macchina. Quindi, per evitare rischi e responsabilità, meglio tagliare. Solo che il fenomeno può interessare tutti gli alberi, non solo quelli vecchi e malati, ma anche quelli sani.
E questo è un bel problema.
Perché se per non correre rischi ed evitare responsabilità vengono tagliati gli alberi definiti vecchi o malati e quindi soggetti a crolli, siccome ciò può accadere anche a quelli sani, allora gli alberi bisognerebbe tagliarli tutti. Una follia.
Da che mondo è mondo nel rapporto con la natura l’uomo ha sempre dovuto accettare dei rischi. Anche quello di un albero o di un ramo che cade.

