Zavarise contro la decisione di chiudere il flusso dal centro

(Antonella Traina) «Questa Amministrazione sta portando avanti una visione della mobilità profondamente sbagliata: meno spazio alle automobili, più divieti e più ostacoli, senza preoccuparsi abbastanza di come concretamente le persone debbano attraversare Verona ogni giorno. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una città sempre più difficile da percorrere, soprattutto nelle ore di punta».
Usa parole molto dure Nicolò Zavarise, consigliere della Lega.

Nel mirino, ancora una volta il tema della viabilità e, in particolare la decisione del Comune di attivare, dal 21 settembre, i controlli automatici su ponte Aleardi, piazza Bra e sulle nuove limitazioni alla circolazione imposte da palazzo Barbieri.
«A Verona ormai per muoversi bisogna fare lo slalom tra sensi unici, corsie preferenziali, piste ciclabili, divieti e telecamere. La città è diventata un percorso a ostacoli e i cittadini sono stanchi. Non se ne può più.».

Secondo Zavarise sensi unici, piste ciclabili, corsie preferenziali e la progressiva eliminazione dei parcheggi di soste comprimono, a lungo termine, la viabilità ordinaria. «Ogni singolo intervento viene presentato come la soluzione a un problema, ma nessuno sembra chiedersi dove finisca il traffico che viene tolto da una strada».

Ponte Aleardi porta dell’Est veronese

Il caso di ponte Aleardi è emblematico. Via XX Settembre, dopo i lavori di riqualificazione urbana che hanno tenuto bloccata Veronetta e per quasi 2 anni, riapre. E il Comune, con le telecamere che verranno installate, blocca l’unico accesso alla città.
«Ponte Aleardi non è un dettaglio. È una porta verso la zona est di Verona. Chi deve raggiungere Borgo Venezia, San Michele, Porto San Pancrazio, Madonna di Campagna, Montorio, Quinto, Poiano e gli altri quartieri delle Circoscrizioni 6ª, 7ª e 8ª non può essere costretto ogni volta a cercare percorsi alternativi in una rete stradale già congestionata».

Per opporsi a questa decisone, che giudicano quanto meneo discutibile, Nicolò Zavarise, insieme ai consiglieri di circoscrizione Alma Ballarin, Marco Rigo e Tommaso Savoia, annuncia quindi una mozione in Consiglio comunale e una raccolta firme. «Chiediamo una cosa semplice: riaprire Ponte Aleardi alle automobili, almeno nelle fasce orarie di punta. Se il Comune ritiene che non sia possibile, venga in Consiglio e spieghi con dati alla mano perché».

Ma quella che viene contestata è la filosofia della mobilità dell’Amministrazione Tommasi, che, lungi dal migliorare e modernizzare Verona, ne compromette immagine e vivibilità.
«Una città funziona quando le persone riescono ad andare al lavoro, a scuola, in ospedale, nei negozi e nei propri quartieri senza perdere ore nel traffico. Verona ha bisogno di una mobilità che faccia convivere trasporto pubblico, automobili, biciclette e pedoni. Non di una guerra ideologica contro chi usa l’auto».