La città accelera verso la soglia del 65% richiesta dalla Regione. Il dato è emerso durante il convegno sulla gestione dei rifiuti e sulla tariffa unica regionale

Verona si avvicina all’obiettivo del 65% di raccolta differenziata fissato dalla Regione Veneto. Nei primi mesi del 2026 la percentuale cittadina ha raggiunto circa il 63,5%, in aumento rispetto al 60,9% registrato nel 2025. Il dato, elaborato da AMIA e ancora in corso di validazione, segna un progresso significativo rispetto al 53% di appena tre anni fa.

I numeri sono stati presentati durante il convegno «Il governo dei rifiuti urbani: guidare il cambiamento», organizzato da Confservizi Veneto Friuli Venezia Giulia in collaborazione con AMIA Verona. L’incontro ha riunito rappresentanti delle istituzioni, esperti del settore, aziende di servizi pubblici e mondo accademico per discutere le trasformazioni in corso nella gestione dei rifiuti, con particolare attenzione alla tariffa unica regionale di smaltimento, introdotta due anni fa.

Dopo i saluti istituzionali del sindaco Damiano Tommasi e dell’assessore regionale all’Ambiente Elisa Venturini, sono intervenuti, tra gli altri, Domenico Ruggiero, direttore Ambiente di Utilitalia, Fabio Costarella, vicedirettore di Conai, e Stefano Pozzoli, professore ordinario di Economia aziendale, che ha moderato il confronto sulla tariffazione.

Al centro dei lavori, il meccanismo regionale che uniforma i costi sostenuti dai Consigli di Bacino e dai gestori per conferire i rifiuti residui e gli scarti agli impianti di trattamento. L’obiettivo è garantire maggiore equità tra i territori, facendo in modo che, a parità di risultati nella raccolta differenziata, il costo di smaltimento sia uniforme.

«La Regione Veneto ha introdotto questo strumento per dare equità ai territori rispetto alle tariffe di smaltimento che pagano i cittadini», ha spiegato Stefania Tesser, dirigente di Arpa Veneto. Il principio è quello di assicurare lo stesso costo per ogni chilogrammo di rifiuto da smaltire, indipendentemente dal territorio, a condizione di analoghe prestazioni nella differenziazione.

La dirigente ha evidenziato come i risultati possano variare in base alla storia e alle caratteristiche dei singoli Comuni. Verona, in particolare, presenta una situazione complessa, con un bacino coincidente con il territorio cittadino e senza la possibilità di beneficiare della compensazione garantita dalla presenza di altri Comuni. Gli ultimi dati, tuttavia, indicano un cambio di tendenza: cresce la raccolta differenziata e diminuisce il rifiuto residuo. Per consolidare il percorso, ha sottolineato Tesser, sarà fondamentale continuare a coinvolgere i cittadini, il cui comportamento quotidiano incide direttamente sui risultati.

Soddisfazione per i progressi raggiunti è stata espressa dal presidente di AMIA Verona, Roberto Beschis. «L’obiettivo del 65%, requisito minimo richiesto dalla Regione Veneto, è molto vicino», ha osservato, ricordando come soltanto tre anni fa il traguardo sembrasse difficilmente raggiungibile, considerato il ritardo accumulato in oltre un decennio.

Il confronto ha affrontato anche il ruolo delle aziende pubbliche nell’accompagnare l’evoluzione dei servizi ambientali. Per Roberto Gasparetto, presidente di Confservizi Veneto Friuli Venezia Giulia, la sfida non consiste più soltanto nell’assicurare la raccolta, ma nel governare un sistema in cui devono convivere sostenibilità economica, innovazione, efficienza, regolazione e specificità territoriali.

La gestione dei rifiuti, ha evidenziato Gasparetto, rappresenta infatti un’infrastruttura essenziale per la qualità urbana e la coesione delle comunità. Le aziende di servizio pubblico sono chiamate a tradurre gli obiettivi delle amministrazioni in risultati concreti, attraverso servizi affidabili, trasparenti e capaci di innovarsi. Un valore che non si misura esclusivamente nelle quantità raccolte e nelle percentuali di differenziazione, ma anche nella qualità delle prestazioni e nel rapporto di fiducia con i cittadini.

Al convegno hanno partecipato anche Federico Testa, presidente di Magis, Roberto Mantovanelli, presidente di Acque Veronesi e vicepresidente di Utilitalia, e Tommaso Ferrari, assessore all’Ambiente del Comune di Verona.