Celebrato il centenario. Tra i momenti più significativi, la testimonianza della maestra Anna Zanardi, la ricostruzione delle origini della scuola e un viaggio tra passato e presente
(di Giovanni Brasioli) Cento anni di storia, migliaia di alunni e intere generazioni cresciute tra gli stessi banchi. La scuola primaria Cesare Battisti di Castagnaro ha celebrato il suo primo secolo di vita con una cerimonia dedicata alla memoria, all’istruzione e al profondo legame che unisce l’edificio scolastico alla comunità.
Era il 24 ottobre 1926 quando la scuola veniva ufficialmente inaugurata. Da allora il mondo è cambiato radicalmente: sono cambiate le abitudini, le tecnologie, i programmi scolastici e gli strumenti utilizzati dagli insegnanti. Eppure, a distanza di un secolo, la Cesare Battisti continua a rappresentare uno dei principali punti di riferimento per la vita del paese.
La ricorrenza ha offerto l’occasione per ripercorrere questa lunga storia attraverso gli interventi delle autorità, le testimonianze e i ricordi di chi ha conosciuto da vicino la realtà scolastica di Castagnaro.

La maestra Anna Zanardi, una voce della memoria storica
Tra i momenti più significativi della celebrazione, particolare rilievo ha assunto l’intervento della maestra Anna Zanardi, considerata una vera e propria memoria storica del paese.
La sua presenza ha contribuito a dare alla ricorrenza una dimensione che va oltre quella istituzionale. Il centenario, infatti, non rappresenta soltanto l’anniversario della costruzione di un edificio, ma anche l’occasione per ricordare le persone che, nel corso dei decenni, hanno contribuito alla crescita culturale e sociale della comunità.
Gli insegnanti hanno accompagnato generazioni di bambini nei primi passi del loro percorso educativo, trasmettendo conoscenze, valori e strumenti per affrontare la vita. Figure che spesso rimangono impresse nella memoria degli ex alunni anche a distanza di molti anni.
La testimonianza di Anna Zanardi ha rappresentato proprio questo legame tra epoche diverse, ricordando il valore di una scuola che non è mai stata soltanto un luogo di apprendimento, ma anche uno spazio di relazioni, esperienze e crescita personale.
Dalle prime idee del 1908 all’inaugurazione del 1926
La storia della Cesare Battisti affonda le proprie radici nei primi anni del Novecento, quando Castagnaro iniziò a confrontarsi con la necessità di realizzare nuovi spazi destinati all’istruzione.
Già nel 1908 l’amministrazione comunale aveva avviato le pratiche per l’acquisto del terreno sul quale sarebbe sorto il nuovo edificio scolastico.

Nel 1912 venne approvato il progetto dell’ingegnere Ernesto Sandrini, ma il percorso verso la realizzazione dell’opera si rivelò più complesso del previsto.
Lo scoppio della Prima guerra mondiale e il successivo aumento dei costi dei materiali provocarono ritardi e difficoltà, rallentando sensibilmente l’avanzamento dei lavori.
La costruzione poté essere completata soltanto negli anni successivi al conflitto, fino all’inaugurazione ufficiale del 24 ottobre 1926.
Un momento importante per Castagnaro, che vedeva finalmente concretizzarsi un progetto destinato a incidere profondamente sulla vita delle generazioni future.
Nel corso della cerimonia del centenario, la ricostruzione delle vicende storiche della scuola e del monumento ai caduti è stata affidata al padre di Adriano Zanarotto.
Il suo intervento ha riportato l’attenzione al contesto nel quale nacque l’edificio, quando il paese, come molte altre comunità italiane, cercava di lasciarsi alle spalle le conseguenze della Grande guerra.
Il monumento ai caduti e il legame con la storia del paese
La vicenda della scuola si intreccia strettamente con quella del monumento dedicato ai caduti della Prima guerra mondiale.
Il monumento, realizzato nel 1921, testimonia il desiderio della comunità di conservare la memoria dei propri concittadini scomparsi durante il conflitto.
La sua storia e quella dell’edificio scolastico appartengono dunque allo stesso periodo storico, segnato dalla volontà di ricostruire e di guardare al futuro senza dimenticare il passato.
Da una parte il ricordo di chi aveva perso la vita durante la guerra, dall’altra l’investimento nell’istruzione delle nuove generazioni.
Due dimensioni differenti, ma profondamente legate alla storia e all’identità di Castagnaro.
Un’aula tra passato e presente: cento anni di scuola in una stanza
Particolarmente suggestiva anche la ricostruzione di un’aula scolastica capace di mettere a confronto due epoche lontane un secolo. Uno spazio nel quale il passato incontra il presente, attraverso oggetti e strumenti che raccontano l’evoluzione dell’insegnamento.
Al centro della stanza, un vecchio banco di legno, consumato dal tempo, affiancato dalla tradizionale lavagna nera, da una cartina geografica dell’Italia e da una cartella scolastica d’altri tempi. Poco distante, una moderna postazione con computer portatile e sedia contemporanea testimonia invece la trasformazione tecnologica della scuola.
A completare l’allestimento, alcuni elementi della didattica di una volta, tra cui un abaco di legno, che richiamano un’epoca nella quale l’apprendimento passava soprattutto attraverso quaderni, gessetti e strumenti semplici.
Un accostamento che permette di cogliere, con un solo sguardo, quanto sia cambiato il modo di insegnare e di imparare.
L’aula diventa così una sorta di piccolo viaggio nel tempo, capace di suscitare ricordi negli adulti e curiosità nei bambini, ricordando che, nonostante un secolo di innovazioni, il cuore della scuola rimane sempre lo stesso: il rapporto tra chi insegna e chi impara.
Le istituzioni e le associazioni presenti alla cerimonia
La celebrazione ha visto un’ampia partecipazione delle istituzioni e delle realtà associative del territorio.
Accanto al sindaco di Castagnaro, Jonathan Modenese, erano presenti il vicesindaco Andrea Trivellato, gli assessori comunali Elisa Franco e Silvia Giardini, l’assessore e responsabile della Vigilanza Luca Formaglio e i consiglieri comunali Alex Gambarin, Marco Lonardi e Terenzio Gambarin.
Alla cerimonia hanno partecipato anche il dirigente scolastico Giuliano Risi, Tania Menon, vicecommissario della Polizia Locale di Legnago, e Giovanni Cacace, vicecomandante della Stazione dei Carabinieri di Castagnaro.
Presenti inoltre i rappresentanti del Gruppo Alpini di Castagnaro, della Protezione Civile e Mirko Baratella, referente del Controllo del Vicinato.
Una partecipazione che ha testimoniato il coinvolgimento delle istituzioni, delle associazioni e dei cittadini attivi nella vita del paese, riuniti per celebrare un luogo che da cento anni rappresenta un punto di riferimento per l’intera comunità.
L’intervento del sindaco ha richiamato il significato della ricorrenza per Castagnaro e il valore della scuola come punto di riferimento per le famiglie e per le nuove generazioni.

Il valore dell’istruzione nell’intervento del dirigente scolastico
Nel corso della cerimonia è intervenuto anche il dirigente scolastico Giuliano Risi, che ha richiamato l’attenzione sull’importanza della scuola e sul ruolo fondamentale dell’istruzione nella crescita delle nuove generazioni.
Il centenario della Cesare Battisti ha rappresentato l’occasione per riflettere sul significato dell’educazione, intesa non soltanto come trasmissione di conoscenze, ma anche come percorso di formazione personale e civile. La scuola costituisce infatti uno dei primi luoghi nei quali i bambini imparano a confrontarsi con gli altri, a rispettare le regole della convivenza e a sviluppare le proprie capacità.
Un ruolo che, nonostante le profonde trasformazioni della società, continua a essere centrale. Se nel corso di un secolo sono cambiati gli strumenti didattici, i programmi e le modalità di insegnamento, è rimasta immutata la responsabilità di accompagnare gli alunni nella loro crescita, preparandoli ad affrontare un mondo sempre più complesso.
La ricorrenza ha offerto inoltre lo spunto per riconoscere il contributo degli insegnanti e del personale scolastico, il cui lavoro quotidiano rappresenta un elemento essenziale nel percorso educativo degli studenti.
In questa prospettiva, i cento anni della Cesare Battisti non costituiscono soltanto un traguardo da celebrare, ma anche un invito a guardare al futuro, continuando a considerare l’istruzione una risorsa fondamentale per l’intera comunità.
Dalla lavagna di ardesia alle nuove tecnologie
In cento anni è cambiato profondamente anche il modo di fare scuola.
Le vecchie lavagne, i quaderni scritti a mano e gli strumenti didattici tradizionali hanno progressivamente lasciato spazio a computer, dispositivi multimediali e nuove metodologie di insegnamento.
La Cesare Battisti ha attraversato questa trasformazione adattandosi alle esigenze delle diverse generazioni.
La documentazione dell’Istituto Comprensivo descrive una struttura dotata di aule con lavagne interattive multimediali e computer, oltre a spazi destinati alle attività didattiche, alla mensa e all’educazione fisica.
Un’evoluzione che racconta quanto sia cambiato il mondo dell’istruzione rispetto al 1926, quando la scuola rappresentava una delle principali opportunità di alfabetizzazione e crescita culturale.
Nonostante le trasformazioni, la funzione educativa rimane sostanzialmente la stessa: accompagnare i bambini nella scoperta del mondo, favorire la socializzazione e fornire gli strumenti necessari per affrontare il futuro.
Cento anni di scuola, cento anni di comunità
La storia della Cesare Battisti coincide, in larga parte, con quella delle famiglie di Castagnaro.
Tra le sue aule sono passati bambini che oggi sono nonni, genitori che hanno visto i propri figli frequentare gli stessi ambienti nei quali avevano studiato e insegnanti che hanno dedicato una parte importante della propria vita all’educazione.
Ogni generazione ha lasciato qualcosa: fotografie di classe, ricordi, amicizie, esperienze e piccoli episodi che, sommati, compongono la memoria collettiva del paese.
È proprio questo patrimonio umano a dare un significato particolare alla ricorrenza.
Le testimonianze raccolte durante la cerimonia, a partire da quella della maestra Anna Zanardi, hanno ricordato quanto sia importante conservare e trasmettere la memoria locale, soprattutto alle generazioni più giovani.
Perché conoscere la storia della propria scuola significa anche comprendere meglio quella della comunità alla quale si appartiene.
A cento anni dalla sua inaugurazione, la Cesare Battisti continua così a svolgere il compito per il quale era stata costruita: accogliere i bambini di Castagnaro e accompagnarli nella loro crescita.
Un secolo dopo, dietro quelle porte continuano a entrare nuove generazioni, con sogni, curiosità e aspettative differenti da quelle dei loro coetanei del 1926.
Cambiano i tempi, cambiano i bambini e cambiano gli strumenti. Ma resta immutato il valore di una scuola che, da cento anni, contribuisce a scrivere la storia di Castagnaro.
