( Francesca Romana Riello) Legnago, diffida dei sindacati sulla raccolta firme. Longhi respinge le contestazioni :FP CGIL, UIL FP e CSA RAL chiedono al Comune di verificare come siano state sollecitate le adesioni contro lo stato di agitazione. Il sindaco esclude pressioni sui dipendenti. Il 17 novembre il tentativo di conciliazione in Prefettura.
La raccolta di firme contro lo stato di agitazione dei dipendenti comunali di Legnago è al centro di una diffida inviata il 5 novembre da FP CGIL, UIL FP e CSA RAL. Le tre sigle chiedono di accertare se una funzionaria dei Servizi demografici abbia fatto leva sul proprio incarico per promuovere l’iniziativa. Il sindaco Paolo Longhi ha risposto il 6 novembre. Secondo la sua ricostruzione, la raccolta sarebbe partita per iniziativa di più dipendenti.
Che cosa chiedono i sindacati
Secondo le informazioni ricevute dalle tre sigle, la funzionaria avrebbe sollecitato le firme contro lo stato di agitazione e a sostegno della scelta del Comune di sottoscrivere il contratto integrativo con la sola CISL FP. I sindacati chiedono di verificare come siano state raccolte le adesioni, se siano stati usati strumenti o canali dell’ente e se siano state coinvolte altre persone con incarichi di responsabilità.
Nella diffida, che richiama l’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori, le tre sigle chiedono al Comune di intervenire subito per fermare eventuali pressioni sul personale e di comunicare entro sette giorni dal ricevimento quali verifiche abbia svolto e quali misure abbia adottato. Si riservano di rivolgersi al giudice se il Comune non interverrà in modo tempestivo ed effettivo o se le condotte segnalate proseguiranno.

La replica di Longhi
Paolo Longhi definisce le contestazioni «insinuazioni gravemente calunniose». Scrive di aver saputo della raccolta il 6 novembre e riferisce che tra i dipendenti che l’avrebbero promossa figurerebbe anche la funzionaria citata nella diffida. Il sindaco esclude che siano state esercitate pressioni e richiama il diritto dei lavoratori di manifestare pubblicamente il proprio dissenso dalle scelte sindacali.
Nella lettera Longhi ricorda che, dopo la firma del contratto, le tre sigle si erano rivolte direttamente a lui anziché proseguire il confronto con la delegazione trattante del Comune. Chiede ai sindacati di precisare su quali fatti si fondino le contestazioni e si riserva di affidare un incarico legale per valutare eventuali iniziative a tutela dell’amministrazione.
Il 17 novembre in Prefettura
La diffida resta distinta dal tentativo di conciliazione, fissato per martedì 17 novembre alle 12.30 in Prefettura a Verona. Al centro del confronto c’è il contratto integrativo 2026–2028, firmato il 5 ottobre dalla sola CISL FP e senza la sottoscrizione della RSU. FP CGIL, UIL FP e CSA RAL, che hanno proclamato lo stato di agitazione su mandato dell’assemblea dei lavoratori del 27 ottobre, contestano i criteri di distribuzione delle risorse destinate al personale.
