Il caso Fresco. Il business dell’accoglienza coi nostri soldi sulla pelle degli immigrati

Il caso di Gigi Fresco, patron della Virtus calcio, accusato di aver truffato la Prefettura per 12 milioni di euro nella gestione dei fondi per ospitare 700 immigrati, non va circoscritto al campo giudiziario. Sarebbe limitativo e fuorviante. Il caso è politico.

Una cifra enorme, 12 milioni di euro, è stata sborsata dallo Stato, soldi nostri, per gli immigrati.  E’ qualcosa di molto più grave della truffa architettata per intascarseli, tutti o in parte. Mentre ci sono milioni di italiani sotto la soglia di povertà, e ce ne sono anche a Verona, 12 milioni di euro vengono destinati a quegli stranieri che entrano nel territorio nazionale illegalmente. 12 milioni di euro per 700 immigrati. Una cifra enorme. Corrispondono a 17,142 euro a testa: una follia mentre noi dobbiamo lavorare e risparmiare giorno per giorno. E questo solo per la provincia di Verona e per un periodo di tempo limitato che in seguito potremo quantificare. Moltiplichiamolo per tutt’Italia e ne esce una cifra astronomica. E’ questo lo scandalo, l’ingiustizia, la vergogna, la rapina.

Non ci vuole molta fantasia per capire che dietro queste cifre, dietro la politica dell’accoglienza si nasconde un enorme business. Gli sbarchi sono favoriti, accettati e incentivati perché c’è chi ci guadagna sopra. Ci sono società, cooperative e imprenditori che si arricchiscono con l’alibi dell’accoglienza. Recitano la parte dei buoni. In realtà degli immigrati non gliene frega un cazzo. Li usano e basta. Sono dei furbacchioni che si fanno dare un sacco di soldi dallo Stato, cioè di tutti noi, con la scusa degli immigrati. Ma quanti gliene restano in tasca? Quanto alta è la cresta che fanno sul conto spese? E’ questo va messo in evidenza dal caso Fresco.

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