Gianmarco Mazzi sottosegretario alla Cultura. Ma Verona e l’Arena non possono perderlo

All’exploit, con il quale Gianmarco Mazzi è stato voluto da Giorgia Meloni (nella foto Daily) in Parlamento candidandolo e facendolo eleggere alla Camera, s’è aggiunto quello della nomina a sottosegretario. Una nomina prestigiosa. Unico veronese. Uno dei 3 veneti, assieme a Bitonci e Ostellari, della Lega ed entrambi padovani. 

Gli è stata affidata la Cultura. E avrà come colleghi Vittorio Sgarbi -non ha bisogno di presentazioni-, autorità nell’ambito delle arti figurative, e Laura Borgonzoni, leghista, che è sottosegretario alla Cultura per la terza volta, con la quale Mazzi ha già lavorato quando s’è reso necessario ottenere la deroga al divieto degli spettacoli durante l’emergenza pandemica per riaprire l’Arena.
Già, l’Arena. Mazzi dal 2018 ricopre il ruolo di amministratore delegato di Arena di Verona srl, la società che organizza e gestisce tutti i concerti e gli eventi televisivi dell’anfiteatro più grande del mondo. Chiamato a ricoprire questo incarico da Sboarina (lo aveva svolto in precedenza anche con Tosi) poco dopo che era stato eletto sindaco, Mazzi ne ha fatto un punto di forza non solo della Fondazione, ma dell’intera città. Grazie alla sua esperienza nell’ambito dello spettacolo, che lo ha visto direttore artistico del Festiva di Sanremo, autore televisivo, oltre che manager di personaggi del calibro di Celentano, e  grazie alle sue relazioni personali con i più gradi artisti di tutto il mondo e a una grande capacità organizzativa, ha fatto sì che l’Arena, che già era il tempio della musica lirica, lo diventasse anche per la musica pop.  

Questo ha prodotto due vantaggi. Il primo, economico: attraverso gli incassi degli spettacoli pop ha dato un contributo importante al bilancio della Fondazione Arena e del Comune. Fra il 2018 e quest’anno Mazzi ha organizzato la bellezza di 167 spettacoli che hanno generato 10 milioni di euro per le casse della Fondazione Arena e per il Progetto ‘Nuove Povertà’ del Comune, quindi con una riflesso sul sociale. 

Il secondo vantaggio, questo d’immagine, è stato di aver promosso l’immagine Verona come mai nessuno prima, con una ricaduta positiva sul turismo e tutto l’indotto.

Ora, con la nomina di Mazzi a sottosegretario alla Cultura, Verona potrà continuare ad avvalersi della sua grande professionalità? Potrà Mazzi seguire tutti gli eventi della prossima stagione che ha già programmato e organizzato interamente? Per Verona, che nella cultura, nell’arte e nella musica ha i punti di forza, avere un sottosegretario proprio in questo settore è una grande opportunità. La speranza è che questo importante riconoscimento alle sue capacità possa permettergli di mantenere il suo ruolo veronese.

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