Nei giorni scorsi si è insediata la commissione congresso del Partito democratico del Veneto, composta da nove persone, con il il compito di organizzare il congresso regionale per l’elezione del segretario e dell’assemblea. L’obiettivo è arrivare a chiudere la partita entro la fine dell’anno, ed “è possibile che per la carica di segretario ci sarà una candidatura di stampo unitario”, spiega alla ‘Dire’ l’attuale segretario dimissionario, Alessandro Bisato. Del resto, che il ragionamento interno al partito sia già in qualche modo avanzato lo dimostra il fatto che per presentare le candidature ci sia tempo solo fino al 31 ottobre, quindi poco più di una settimana. Dopodiché nei circoli del Partito democratico del Veneto verranno organizzate le assemblee di voto sulla base delle candidature presentate sia per la segreteria sia per i 150 componenti l’assemblea regionale, che dovranno rispettare la parità di genere.


Ad attivare le diverse fasi congressuali sarà la commissione, composta da Annamaria Miraglia (presidente), il veronese Giandomenico Allegri (a sinistra nella foto con l’eurodeputato De Castro), Fabrizio Casoni, Leone Cimetta, Marco Dus, Tiziana Gregolin, Raffaela Salmaso (segretaria), Alessandra Taverna, Vittorio Tosato. La commissione nella prima riunione ha eletto all’unanimità presidente Anna Maria Giannuzzi Miraglia e segretaria Raffaela Salmaso. “Abbiamo ratificato un regolamento nazionale dandogli un’impronta regionale”, aggiunge poi Bisato, “gli incontri saranno fisici, nel rispetto della normativa anti Covid”. E in presenza si potrebbe tenere anche la votazione per l’elezione del segretario, “in un’assemblea prima della fine dell’anno”. Ma questo dipenderà dall’andamento della situazione pandemica.


“Io non mi ricandido, ho fatto questi quattro anni e mezzo di impegno per la comunità, sono soddisfatto dell’impegno avuto… Certo i risultati potevano anche essere un po’ più significativi qui in Veneto, ma sappiamo che è una terra difficile, la buona volontà ce l’abbiamo messa tutta”, conclude Bisato. Ed in effetti nella nota con cui il Pd annuncia l’insediamento della commissione si legge che l’obiettivo della fase congressuale è anche “avviare un percorso virtuoso nella consapevolezza di dover superare i non positivi risultati del Partito democratico alle ultime elezioni amministrative nella Regione Veneto. Un percorso che segni un cambio di passo e ne riqualifichi la capacità di rappresentanza, nella convinzione che all’attuale gestione politica e amministrativa della Regione debba essere contrapposto un diverso modello di governo, più attento ai problemi dei cittadini sui temi della sanità, dei trasporti, dell’ambiente, della produzione e del lavoro; un modello che promuova la cittadinanza attiva, la solidarietà e I valori fondanti di una democratica convivenza”.