Risotto all’Amarone chiede la certificazione come “piatto tipico” veronese

Il risotto all’Amarone della Valpolicella si candida a diventare ufficialmente un piatto tipico veronese. La notizia, annunciata oggi alla vigilia di Amarone Opera Prima (3-4 febbraio, Verona – Palazzo della Gran Guardia), suggella il legame sempre più profondo tra la denominazione e la cucina scaligera, certificando per la prima volta come De.Co (Denominazione Comunale, marchio di attestazione di origine geografica) un piatto a base di vino.

“Il risotto all’Amarone è un autentico ambasciatore della tradizione enogastronomica scaligera nel mondo – commenta il presidente del Consorzio vini Valpolicella, Christian Marchesini -. Un piatto che esprime la profonda relazione tra i 19 comuni della denominazione e Verona, con il vigneto urbano più grande d’Italia”.

La domanda di riconoscimento è stata promossa dai Ristoratori Tipici del Comune di Verona, capitanati dai tre ristoranti proponenti, Caffè Monte Baldo, Ristorante Al Calmiere e Trattoria Pane e Vino, in collaborazione con il Consorzio della Valpolicella, quello del Riso Vialone Nano e l’Ente Fiera del Riso di Isola della Scala.

Tra i piatti veronesi più condivisi sui social e apprezzato sia dai turisti italiani che stranieri, il risotto all’Amarone andrà ad affiancare nell’elenco certificato dal Consiglio Comunale della città ricette storiche come gli gnocchi, il Nadalin, la Pastisada de Caval, la Pearà e la Renga.

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