Stop ai sacchetti coprenti per stanare i “furbetti” della differenziata
(f.t.) Verona volta pagina sulla gestione dei rifiuti, e lo fa con una stretta necessaria per uscire dalle sabbie mobili di una raccolta differenziata che per troppi anni è rimasta al palo. Dal prossimo 4 maggio 2026, scatterà il divieto assoluto di utilizzare sacchi neri o non trasparenti su tutto il territorio comunale. Una misura che riguarderà indistintamente le famiglie e le attività economiche, con l’obiettivo dichiarato di rendere “visibile” il contenuto dei rifiuti e stanare chi, ancora troppo spesso, utilizza il sacco nero per nascondere conferimenti errati nell’indifferenziato.
Tolleranza zero per il decoro
L’ordinanza firmata dal Sindaco non lascia spazio a interpretazioni: chi verrà sorpreso a conferire i rifiuti in sacchi scuri rischia sanzioni pesanti, da 25 fino a 500 euro. A vigilare sul rispetto della nuova norma sarà una “task force” composta dalla Polizia Locale in sinergia con i nuovi Ispettori Ambientali di AMIA, recentemente entrati in ruolo proprio per garantire quel decoro che i cittadini chiedono a gran voce.
Le parole dell’Assessore Ferrari
Per l’Amministrazione, si tratta di un passaggio obbligato per allinearsi agli standard regionali ed evitare sanzioni. «Questa misura è coerente con le iniziative che stiamo attuando al fine di aumentare la percentuale di raccolta differenziata e la sua qualità», spiega l’Assessore all’Ambiente Tommaso Ferrari. «Verona oggi deve fare un salto di qualità, purtroppo siamo il fanalino di coda in Veneto e l’abitudine al ‘sacco nero’ è molto diffusa. Sappiamo che ogni cambiamento porta criticità, ma la direzione è quella giusta: i primi dati mostrano un incremento della differenziata dopo oltre un decennio di immobilità».

Amia: senza sacchi neri più controlli per tutelare i cittadini corretti
Sulla stessa linea il Presidente di AMIA, Roberto Bechis, che sottolinea come il nuovo corso dell’azienda di via Via del Pontiere punti tutto sull’efficienza e sul merito. «Il nuovo sistema di raccolta comporta un cambiamento nelle abitudini, e siamo consapevoli che non sia immediato per tutti», dichiara Bechis. «Per questo, dopo la fase di informazione, rafforziamo ora il fronte dei controlli. L’obiettivo non è fare cassa con le sanzioni, ma tutelare il decoro della città e il rispetto di chi ogni giorno si comporta correttamente. I cittadini ci chiedono più controlli e più equità, e questa è la risposta concreta».
I numeri, d’altronde, iniziano a dare ragione alla nuova gestione: nel 2024 la differenziata è balzata dal 53% al 57,4%, un incremento di oltre 4 punti. Le stime per il 2025 indicano un ulteriore miglioramento grazie all’estensione dei cassonetti ad accesso controllato e del porta a porta.
Cosa cambia in pratica?
Per i veronesi il diktat è chiaro.
Obbligo di sacchi trasparenti: Deve essere possibile verificare visivamente il contenuto del rifiuto.
Organico: Resta l’obbligo di sacchetti biodegradabili e compostabili certificati.
Una sfida culturale, dunque, ma anche economica. Restare indietro significa esporsi alle sanzioni della Regione Veneto. E in una città che punta all’eccellenza, non è più tempo di nascondere la polvere (o i rifiuti) sotto il tappeto.
