(di Francesca Romana Riello).Il rispetto insegnato a scuola, dodici istituti premiati in Provincia. Il rispetto entra in aula, prende forma e prova a diventare linguaggio comune. Non come slogan, ma come esercizio quotidiano. È quello che si è visto questa mattina nella Loggia di Fra’ Giocondo, dove studenti e studentesse di dodici scuole veronesi hanno portato i loro lavori per la terza edizione del concorso promosso dalla Commissione Pari Opportunità della Provincia di Verona, dedicato alla parità di genere.
Elaborati, video, disegni, testi. Diciotto progetti diversi per forma, ma costruiti intorno allo stesso punto: raccontare cosa significa rispetto oggi, dentro la scuola e fuori.

Non una cerimonia, ma un lavoro da mostrare
In sala non c’era solo chi ha organizzato. C’erano ragazzi, insegnanti, dirigenti scolastici, amministratori locali arrivati dai Comuni coinvolti. E un’atmosfera che difficilmente si trova nei convegni: nessuno lì per ascoltare soltanto, ma per mostrare un lavoro fatto.
Il concorso, nato per le scuole primarie e secondarie di primo grado, quest’anno ha allargato il perimetro anche alle superiori. Un passaggio che segna un cambio di passo: il tema non resta confinato all’educazione di base, ma accompagna la crescita.

Il rispetto insegnato a scuola, dodici istituti premiati in Provincia
I numeri restituiscono la misura del lavoro: sei video, dieci elaborati grafici, due testi tra poesia e decalogo. Forme diverse per affrontare lo stesso nodo. La Commissione ha scelto di non stilare una classifica, premiando tutti i partecipanti. Una scelta che sposta l’attenzione dal risultato al percorso.
I lavori sono stati esposti e proiettati durante la mattinata. Un racconto collettivo che mette insieme linguaggi differenti, ma con una stessa direzione.

Quando il rispetto smette di essere uno slogan
Guardando i progetti si capisce subito una cosa: per questi ragazzi il rispetto non è un concetto astratto. Passa dalle relazioni, dai piccoli episodi, dalle parole che si scelgono o si evitano.
Nei video compaiono situazioni quotidiane, spesso semplici, ma riconoscibili. Nei disegni emergono simboli diretti, senza sovrastrutture. Nei testi c’è una chiarezza che gli adulti, a volte, faticano a mantenere.
È lì che il concorso trova il suo punto più solido. Non nella giornata finale, ma nel lavoro fatto prima: nelle ore in classe, nelle discussioni, nei confronti tra studenti. È in quel passaggio che il rispetto smette di essere un tema e diventa pratica.
L’iniziativa ha avuto il sostegno di Valpolicella Benaco Banca. Il premio scelto è una visita al Teatro Filarmonico, con accesso al backstage, realizzata in collaborazione con Fondazione Arena. Un’esperienza pensata per aprire altri spazi, non solo simbolici.
Le scuole coinvolte arrivano da tutta la provincia: Verona, Legnago, Bussolengo, Villafranca, San Bonifacio, Cerea, Isola Rizza.

